A Collinas, Santa Maria Angiargia

Vi ricordate la nostra giornata a Collinas con bimboinspalla?

Vi ricordate che vi avevo accennato della bellezza del territorio attorno al paese?

A pochi giorni dal termine dei festeggiamenti in onore di Santa Maria Angiargia, vi raccontiamo la nostra escursione che ci ha portato alla conoscenza di questo santuario, situato a soli 3 km dal paese.

 

Un luogo dove si respira un’atmosfera incantata ma non so spiegarvi il perché…

Ad accoglierci, un cancello chiuso solo da una semplice corda, perché,

“qui ci si fida l’uno dell’altro”

(parole di Gisella!)

Entriamo con l’attenzione e il rispetto per un luogo che per i collinesi, è ricco di fede e sacralità!

Era primavera e il prato era una distesa di margherite…

abbiamo percepito di essere in un luogo dove il tempo sembra essersi fermato.

Ma chi è Santa Maria Angiargia?

 

Parliamo di una piccola chiesetta campestre, di impianto romanico, la cui edificazione (XII secolo) potrebbe essere legata a una donazione che un giudice fece agli eremiti benedettini.

All’interno del boschetto sono presenti dei ruderi (un villaggio? Un monastero?) ma, quale leggenda ruota attorno a questo santuario?

 

SI narra che il carro di un contadino, di rientro a Forru (sino al 1827, COllinas si chiamava così), sprofondò misteriosamente nel terreno. Solo dopo numerosi tentativi, il carro fu liberato e si scoprì una fonte con due nicchie e il simulacro della Madre di Dio. Non riuscendo a trasportarla in paese (inutile, lei aveva già scelto dove voler la sua chiesa!), gli abitanti decisero di dedicarle il Santuario.

Perché chiamarla Santa Maria Angiargia?

“Angiu” in dialetto, vuol dire del bagno, infatti, a pochissimi metri dalla chiesa campestre, poco fuori dal boschetto, è presente una vasca, di chiara derivazione romana, tutt’oggi visitabile.

Qualche curiosità:

la festa di Santa Maria Angiargia si celebra nei giorni 7,8, e 9 settembre, per ricordare la nascita della Madonna, ed è la festa più importante di Collinas. Dopo aver trasportato il simulacro della Santa, tutti gli abitanti del territorio, si riuniscono nel boschetto per i festeggiamenti collettivi.

La leggenda vuole che il bosco debba rimanere incontaminato e che ogni ramoscello, ogni fiorellino e tutto ciò che si può ammirare, non può uscire dal recinto sacro.

E Lola?

Che dire, eravamo all’aria aperta, un luogo incantato dove nulla può e deve essere portato via.

Era contentissima di poter esplorare un luogo così speciale. Ogni tanto ci superava, altre volte ci stava dietro ma non ci ha perso di vista un attimo!

 

 

Autore dell'articolo: damadelg

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