Ardauli: la collettiva ed. 2017!

Qualche giorno di assenza sul blog perché…

eravamo in gran fermento!

Già, abbiamo curato la direzione artistica della manifestazione “” a Ardauli.

Smartphone alla mano, iniziamo le nostre chiamate e i nostri messaggi, per individuare e selezionare artisti che il 15 ottobre, hanno partecipato all’evento!

Riunioni e sopralluoghi, sopralluoghi e riunioni… eccoci qui, che vi raccontiamo come è andata!

Innanzitutto…

gli artisti

  

  

     

perché la loro presenza è per me, e per noi, motivo di orgoglio e di emozione!

Da Sassari a Cagliari…

ceramica e astratto, neobizantino e fiabesco, gotico e pop art, naif e installazioni, concettuale e caravaggesco, alchemico e identitario, metamorfico e plastico!

Ecco il sunto (difficile) dei grandi nomi che hanno partecipato!

Ma partiamo da quando l’Associazione Turistica Pro Loco di Ardauli mi ha chiesto di coordinare questa giornata: non potevo crederci!

Poter rapportarmi con gli artisti, respirare la loro bravura e la loro arte, poter conoscere umilmente il loro essere e il loro raccontarsi, è sempre un’emozione senza eguali.

Perché, quando posso confrontarmi con gli artisti, quelli veri, mi sento vivere! Torno poi a casa con una ricchezza difficile da spiegare e quella felicità che mi pervade mi fa amare il mio lavoro!

Torniamo a Ardauli….

La collettiva nasce all’interno di una serie di manifestazioni e laboratori che vogliono valorizzare e promuovere l’arte di panificare e di tramandare la propria tradizione enogastronomica.

Così nasce e si realizza la mia esperienza in quel piccolo e grazioso borgo del Barigadu.

Vedere l’entusiasmo, la voglia di mettere a disposizione le proprie case, veder tutti impegnati a rendere ancora più grazioso un paese, che, di suo, è già splendido, dona una vitalità impressionante.

Dalla mattina del sabato, si respirava fermento…

un’aria frizzante!

E poi… vedere come case disabitate diventano dimore ideali per accogliere opere di grandi artisti: senza parole!

Si, già… ecco perché adoro il mio lavoro, ecco perché mi sento uno storico d’arte nell’anima:

perché, quando vedo un’opera rimarrei ore in religioso silenzio, perché mi piace sentire gli artisti che mi raccontano, mi piace poter stare con loro e parlare di arte, vedere quanto sono grandi nel loro essere così, semplicemente, unici!

Ecco una gallery finale… la mia socia, ovviamente, non poteva mancare!

Autore dell'articolo: damadelg