Biennale di Roma: XIIa edizione!

Continuo a essere assalita da sentimenti e sensazioni contrastanti ma pensare di aver potuto dare il mio contributo alla XIIa edizione della Biennale di Roma, fa un certo effetto!

Risale tutto a un anno fa, quando mi arrivò l’inaspettata proposta di poter essere un membro della giuria che avrebbe dovuto selezionare i 3 artisti sardi che dovevano rappresentare la mia terra a Roma!

Così, mi ritrovo al Museo de Sa Corona Arrubia.

Immersa e innamorata dell’arte!

Ore intere a studiare (e in alcuni casi contemplare) opere d’arte.

L’onore di #esserestoricodellarte, di entrare in intimità con le opere, l’ansia e la curiosità di confrontarmi con gli altri giurati.

Ho studiato e analizzato, in tutta solitudine e libertà, 46 opere e a oggi continuo a ricordarle tutte: ero emozionata a mille e non potevo permettermi di dimenticare un momento per me così speciale!

ph Giampiero Melis

Così ho stilato il mio giudizio, accompagnandolo con i miei pensieri e godendomi un allestimento splendido, dove ogni opera viveva il suo spazio, la sua intimità, la sua dignità e la sua grandezza!

Si perchè tutte le 46 opere, che avevano già superato la prima selezione curata da Morsi d’Arte, hanno la loro storia, comunicano l’essenza dell’artista e lo raccontano, ecco perchè sentivo il dovere di dovermele gustare, perchè non volevo assolutamente sbagliare il mio giudizio. Che era solo 1 su 4, ma volevo essere sicura e consapevole del mio ruolo.

Così, il 7 maggio 2017, arriviamo alle battute finali…

alla presenza degli artisti e del presidente del CIAC, Pino Chiovaro, abbiamo proclamato i 3 selezionati dalla giuria presieduta nientepopodimenoche da Paolo Sirena!

La mia più grande emozione…

ho avuto lindimenticabile onore di poterli proclamare io e di poter recensire le opere dopo aver raccolto i pareri degli altri giurati!

Iniziamo:

Maria Grazia Medda

si è aggiudicata il 3o posto con la composizione n°3 di Texidos: per il calore che emana, per la scelta di combinare tessuti diversi della tradizione sarda. Composti organicamente in una struttura di matrice orientaleggiante, che unisce, nell’universalità dell’arte, mondi apparentemente lontanissimi”;

Al secondo posto, il “Corpetto Femminile” di

Roberto Ziranu:

per l’eleganza lo stile di una forma nuova, forgiata dal ferro, sapientemente modellato da un artista giunto alla quinta generazione di fabbri e perchè, in quest’opera, rappresenta l’essenza universale della femminilità, in chiave sarda;

Primo finalista della Selezione Sardegna:

con l'”Heremitam”- dalla sua selezione Sancta Sanctorum. L’opera è stata premiata per l’inquietante perfezione tecnica che ci fa riflettere sulla vacuità della vita in questo periodo in cui l’incertezza delle politiche internazionali, riporta il nostro IO a riflettere su se stesso. L’IO che esce da se stesso per ritornare in sè. Anche la disposizione del protagonista della tela, San Girolamo, trasmette la continua necessitàdi riflessione e riscoperta dell’IO.

Ma siamo andati oltre, noi giurati abbiamo stilato ben 12 nomi che ritenevamo degni di nota… chi sono? Eccoli qui:

Gavino Piana, Marina Desogus, Ugo Serpi, Stefano Masili, Federico Fadda, Francesco Cadeddu, Giovanna Macciocco, Giovanni Paddeu, Maria Rosa Cafolla!

E a Roma?

Ci vediamo tra qualche giorno con un post dedicato solo alla nostra esperienza romana!!!

Intanto ecco una piccola gallery, con qualche foto recuperata dalla rete:

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