Bortigali insieme a Lola

Bortigali, un paesino dove ho “inciampato” piacevolmente durante la tesi!

 

Torniamo indietro di qualche anno, quando preparavo il mio

studio su San Palmerio

un santo venerato solo ed esclusivamente a Ghilarza e a Bortigali, appunto.

Quando entrai nel paese trovai persone accoglienti e simpatiche e una chiesa piccola, semplice ma bella in questa sua semplicità.

È da qui che mi piace partire per ritornare a Bortigali con Lola e proporvi il nostro itinerario dogfriendly.

Borraccia, zaino in spalla e due guide d’eccezione!

Bortigali è un paese affettuoso, strade strette e lastricate, un  centro storico quasi intatto…

un bel presepe!

La grande fede della comunità ha permesso di tramandare un importante e inestimabile patrimonio materiale e immateriale, arredi liturgici, statue, tradizioni e… tre confraternite (“delle Anime”, “di Santa Croce” e “del Rosario”) che sono l’anima della settimana santa e di alcune manifestazioni.

Scoperte all’interno della chiesa

Ovviamente, il mio tour non poteva non iniziare con la Chiesa delle Anime, la stessa che qualche anno fa mi aveva colpito per la sua semplice bellezza

…da togliere il fiato.

Dentro questa chiesa, è conservata una statua a cui sono affezionata, che raffigura San Palmerio.

Anzi,

tra l’interno e il sagrato, le statue sono ben tre, ma una sola rispecchia l’iconografia che conoscevo io e presente a Ghilarza.

Si dice che questa statua, abbigliata con una tunica verde acqua e decorata con gigli verdi, rappresenti il santo con la veste da martire. Ma il viso è del tutto simile a quello che si trova da noi (o meglio a Ghilarza appunto!) e anche a Sant’Efisio! Chissà come mai assomiglia così tanto al santo cagliaritano!

Sempre nel centro storico, sono presenti altre 3 chiese, vicinissime l’una all’altra, con un ricchissimo corredo e delle architetture interessanti.

Nella parrocchiale, abbiamo ammirato una piccola Santa Mariedda de Sauccu,

e da qui siamo partite per conoscere

il novenario a lei dedicato!

Santa Maria de Sauccu.

Un’oasi dove la tranquillità e la serenità sono d’obbligo

Ne abbiamo approfittato per immergerci nella bellezza della natura del Marghine, tra muristenes (o cumbessias – insomma le case dei fedeli che si sviluppano attorno alla chiesa), il magico suono del’acqua e la natura.

Ma questo piccolo angolo ameno si anima a festa tra il 7 e il 17 settembre, quando la statuina piccolina e quella grande vengono trasferite nel novenario con portantini vestiti di bianco e cavalieri, e custodite nella chiesetta per tutta la durata dei festeggiamenti!

E lola?

Beh…

il centro storico sembra nato per essere dogfriendly!

Qui siamo nelle “7 Padeddas”, la legenda narra che qui si siano insediate le prime sette famiglie bortigalesi ma per caso tra questeci sarà stata anche quella di San Palmerio?).

Per evitare inconvenienti e per goderci meglio la visita, abbiamo optato per il guinzaglio. Solo quando siamo arrivate al novenario, ci siamo sistemate in uno spazio circoscritto e lì ha scorrazzato allegramente ma, come sempre, non ci perdevamo d’occhio!

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