Bulzi… uno scrigno romanico

Per me il romanico è… incantarmi davanti a tanta bellezza!

Insieme al Bimboinspalla team, eccoci di nuovo insieme alla scoperta della Sardegna e di quel periodo medievale che ci ha conquistato da tempo immemore!

Così, una soleggiata mattina di luglio, ci ha viste alla scoperta di Bulzi, nella splendida chiesa di San Pietro Apostolo, o delle Immagini -come ci tramanda il Fara visto la ricchezza di materiale iconografico – o del Crocifisso – “in quanto al suo interno era presente sino agli anni 60 del 900 il gruppo ligneo della deposizione del Cristo” (sui nomi abbiamo l’imbarazzo della scelta!).

La chiesa si trova in una vallata e quando dalla SS 134 facciamo freccia a destra, ho sentito le farfalle nello stomaco!

Ogni volta provo questa particolare sensazione, quel senso di essere nel posto giusto con i compagni di viaggio ideali!

La chiesa, gestita dalla Simbranos Soc. Coop e visitabile dal martedì alla domenica dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.00, ha una storia che, come ci hanno spiegato durante la visita guidata, ha quel lato misterioso e affascinante che, in un certo senso, la rende ancora più suggestiva.

Dunque, al termine della mattinata, abbiamo scoperto che:

  • si chiama ANCHE Chiesa delle Immagini perchè conserva, tra l’interno e l’esterno, un ricchissimo patrimonio di simboli e immagini. Pensate solo al gruppo ligneo duecentesco che raffigura la deposizione (oggi conservato nella parrocchiale di San Sebastiano)! In Italia se ne contano solo 5 “coetanei” e completi e tra questi, Bulzi!

  • nel transetto destro sono raffigurati i simboli che rappresentano la sofferenza,
  • in quello sinistro la vita;
  • accanto alla chiesa sono visibili e visitabili i resti di un monastero benedettino (con relativi resti delle tombe)
  • l’impianto originario è del XII secolo, ampliato alla fine dello stesso secolo con transetto e abside in stile bicromo;

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  • il granderrimo Dionigi Scano afferma che il termine dei lavori si fa coincidere con l’iscrizione JOHANNES, vescovo di Ampurias, dipinto su una capriata, oggi sistemata su un lato della navata laterale per permettere ai visitatori di osservarla e ammirarla a pochi cm dal naso;

  • sulla lunetta dell’architrave, un altorilievo ritrae un orante: san Benedetto in punto di morte sorretto da due confratelli;

  • le monofore all’interno fanno un particolare gioco di luci a seconda del ciclo solare. E’ l’unica chiesa solstiziale ancora visitabile;

Ecco una minigallery realizzata da Claudio Marras con gli scatti più significativi del gioco di luci il giorno del solstizio:

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  • la facciata ha 3 ordini ma, se osserviamo con attenzione, quello mediano è scandito da 7 archetti (il numero perfetto per la Chiesa) e quello superiore 12, come gli Apostoli;
  • ci sono alcuni simboli scolpiti che portano la fantasia ben sino a origini templari (senza documenti scritti ovviamente);
  • nella vallata che ospita il complesso di Bulzi sono presenti ben altre 3 strutture con convento!

E poi possiamo confermare che:

  • il medioevo e l’arte romanica riescono sempre a emozionarci;
  • Bulzi è dogfriendly!

Dunque, zaino in spalla, acqua, ciotole, guinzagli, salviette. bustine, reflex e smartphone… Bulzi è ufficialmente una imperdibile tappa “Il nostro viaggio a 6 zampe”!

Un piccolo piccolo bauconsiglio: meglio una chiamata prima per avvisare dell’arrivo a 6 zampe è sempre ideale. In questo modo possiamo evitare la calca dei gruppi o problemi con le allergie che sono sempre in aumento tra gli umani! La coop ci ha accolto a braccia aperte e per loro è sempre un piacere ospitare i pelosetti.

Lola mi suggerisce: “non facciamoci riconoscere! se ci comportiamo bene e siamo educati, nessuno ci vieterà l’ingresso in questo scrigno romanico!”

Ora aspettiamo le vostre foto, ricordateci di tag @damadelguilcier e di usare l’#damadelguilcier!

Buon viaggio a 6 zampe!!!

Autore dell'articolo: damadelg