Cagliari e Pane: un binomio?

Che connessione esiste tra Cagliari e il Pane?

Diciamo che la tappa cagliaritana “Le vie del Pane” progettata da Laore con la collaborazione dell’Ecoistituto del Mediterraneo, ci ha incuriosito un bel pò.

Perchè se penso a Cagliari ricordo il mio fantastico periodo da studentessa universitaria… una città frenetica rispetto alla tranquillità che si respira a Norbello.

Ma non è sempre stata così… anzi, era un insieme di quartieri, ognuno con la sua peculiarità! Stampace e Castello, Marina e Villanova: i 4 quartieri storici!

Li esplorai e li studiai durante i miei esami in Ingegneria e ogni angolo oggi mi racconta momenti con colleghi, esami, professori: insomma, rivedo me qualche anno fa.

Bando ai ricordi…

il nostro tour parte proprio da Villanova.

Una borgata abitata da contadini, come ci hanno raccontato le guide Giorgia e Carla, circondata da campi coltivati e vigne.

Oggi sembra quasi impossibile immaginarlo.

Dimentichiamo le vie dritte e regolari di Marina, le strade larghe di Stampace, da cui si dipartono le vie secondarie, o i grandi palazzi di Castello, così alti che spesso non permettono neanche al sole di fare il suo ingresso.

No, ora immaginiamo piccole case di grandi lavoratori che pian piano crescono e si sviluppano in altezza, vie che si intersecano non sempre perpendicolari…

Benvenuti a Villanova.

Ma perchè proprio qui? Scopriamo tra queste vie, vivevano e lavoravano IS PANETTERAS – le panettiere.

Avevano creato il loro mercato nell’attuale via Oristano (e Giorgia e Carla ci hanno accompagnato e ci hanno fatto visionare addirittura foto che ritraevano l’antico splendore di questa via). Grandi lavoratrici che vivevano dalla lavorazione e la vendita del pane.

Erano benestanti! si, forse possiamo definirle così. Potevano permettersi stoffe pregiate e ori.

Sapete che questa loro posizione sociale la si può riscontrare anche durante la processione di Sant’Efisio il primo maggio?

Non vi anticipo nulla ma secondo me vale proprio la pena garantirsi la prima fila o rimanere incollati alla tv!

Ma oggi, il fulcro dell’enogastronomia cagliaritana (e non solo) la si può respirare in un unico posto. il Mercato di san Benedetto.

Tra carni e pesce, frutte e verdure, formaggi e paste, c’è una sezione dedicata solo al pane.

E proprio qui ci hanno allestito un piccolo spazio dove uno degli eredi del Panificio Porta, ci racconta il suo pane.

Dopo averci descritto “Su Crivaxu” e la sua lavorazione, ci accompagna a assaporarlo con tutti e 5 sensi: vista, udito, tatto, olfatto e infine gusto.

Ecco, si, così ho visto la classica forma de “Su Civraxu”, ho sentito lo scricchiolio mentre viene affettato, ho provato la sua consistenza interno/ esterno, il suo profumo e infine il suo inconfondibile sapore.

Ma qui, grazie all’ingegno dell’azienda, siamo andati oltre.

Dal grano alla tavola, il panificio decide di investire su un giovanissimo chef ed ecco che nascono piatti semplici ma dal sapore unico.

Si, ora mi è ben chiaro questo binonio Cagliari – Pane.

Qui, tra vie storiche e lo storico mercato, possiamo chiudere gli occhi e immaginare una città diversa, con vigneti e campi di grano, dove le vie profumavano di pane appena sfornato e agricoltori, allevatori e pescatori si riunivano a San Benedetto per vendere i loro prodotti a massaie che realizzavano pietanze tipiche dal famoso Hashtag #sardegnaintavola.

Ora non ci resta che consigliarvi una visita alternativa…

vi affidiamo a occhi chiusi nelle mani di Giorgia e Carla e potete studiare con loro un itinerario ad hoc e, se volete, anche #viaggioa6zampe come suggerisce Lola!

Autore dell'articolo: damadelg