Cantami o Diva!

“Cantami o Diva”

Un titolo impegnativo, che dite?

È questo il nome dell’opera di Mario Deserra, ospitata nell’Internazionale di Arte Contemporanea Sardegna Bulgaria a Collinas.

Un capolavoro che mi fa capire quanto ami essere uno storico dell’arte, per poter conoscere e raccontare l’immenso valore intrinseco di ogni opera. Reduce da una interessante chiaccherata con l’artista, non faccio altro che pensare all’emozione di ammirarla: un omaggio universale alla storia della Sardegna e, perché no, anche della mia famiglia.

È una storia che parla di carbone, di lavoro, del Novecento, della Sardegna, un’espressione del lavoro che ha nobilitato numerosi sardi, un racconto della nostra migrazione, delle nostre sofferenze e delle nostre conquiste.

Così, mentre ammiro “Cantami o Diva”, sento le parole di Mario Deserra mentre mi racconta la sua personale sperimentazione del carbone che interagisce con altri materiali,

un’opera che, cattura e affascina lo spettatore attraverso un linguaggio nuovo che racconta la Sardegna, che ci rappresenta, dai primordi a oggi!

Una scultura a 360°, dove anche l’aria ha il suo spazio e la sua valenza simbolica e evocativa della nostra identità.

Già, perché Mario, attraverso “Cantami o Diva”, come un moderno Omero, cerca ispirazione per raccontare se stesso e il suo viaggio. E questo suo viaggio, fatto di continue scoperte, trova la sua massima espressione nell’utilizzo del carbone e le sue proprietà aggreganti e disgreganti.

Sino a oggi, non mi sono mai soffermata abbastanza ad ascoltare quando questo fossile aveva da comunicarmi.

Il suo colore, simbolo di tenebre, era il colore che quotidianamente e per chissà quanti interminabili anni, osservavano i nostri avi; ma non riesco a conferirgli un valore negativo… per me è anche legato al culto del sacro, al ruolo che il fuoco ricopre nella mia tradizione e nella mia identità: per esempio pensate al culto di Sant’Antonio o, un po’ indietro nel tempo, al fuoco sacro della cultura nuragica.

Ecco perché questo luminosissimo color oro mi acchiappa e dona a questa materia quel qualcosa di magico.

Ora, guardando l’opera, vi starete chiedendo perché vi racconto dell’epoca nuragica… Guardate qui:

Vedete la protome taurina?

Ecco la mia storia, ecco la mia identità che si sposa con l’arte contemporanea!

Ed ecco che Mario Deserra, la sua arte, la nostra terra e i suoi meticolosi studi sulla materia!

Autore dell'articolo: damadelg