Claudia Aru e le sue Tzie in concerto con Su Cuntzertu Norghiddesu Santu Juanni

Si si, avete letto bene: Claudia Aru e le sue Tzie presentate nientepopodimeno che da su Cuntzertu Norghiddesu Santu Juanni.

Partiamo dalla collettiva ospitata al Museo dell’Immagine e del Design Interattivo “La donna negli occhi dell’arte“, una mostra nata per raccontarci attraverso la pittura, la scultura, il disegno e la grafica, per culminare con la musica

Una scelta studiata ormai mesi fa, perchè anche qui a Norbello abbiamo deciso di partecipare alla Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, a modo nostro:

attraverso l’immagine.

Una collettiva e una serata musicale per riflettere e sorridere, per osservare e ascoltare arte.

Così, grazie all’Amministrazione Comunale che ha creduto nell’idea, ecco che il museo diventa un luogo dove ospitare opere che raccontano donne e Sardegna.

No, non abbiamo pensato a una tavola rotonda perchè l’immagine parla e ci lascia incantati, perchè le tavole rotonde e i convegni non ci avrebbero permesso di esaltare il ruolo fondamentale che assume e ha assunto l’immagine per veicolare il messaggio.

Ecco perchè abbiamo scelto una collettiva e una serata musicale a tema.

E oggi, a una settimana dall’evento, dopo aver riordinato le idee e respirato l’emozione della serata, siamo convinte che la scelta sia stata quella giusta. 

Su Cuntzertu Norghiddesu Santu Juanni è stato super, hanno aperto la serata con una ottava “de saludu” dedicata alla cantante

“…a Claudia cun d’un abbrazzu sinzeru la ringraziamos de coro veramente ca’ nos cantat in manera digna sas tradiziones de mamma Sardigna”

Vedere Claudia emozionarsi era inaspettato… una grande artista come lei qui al museo (e già questo è stato i tema principale dei sogni delle mie ultime due notti prima del 24) che si emoziona. Uau, grazie ragazzi, grazie per la passione che avete messo nel preparare questa ottava. 

Ma il loro contributo continua con una poesia di zio Diego Zara:

“Dono de sa Natura”.

Un componimento dedicato alla bellezza femminile e alla necessita che sente il poeta di immortalare la donna e il suo essere in un’opera d’arte. 

Il pubblico era incantato, io emozionatissima e… poi inizia Claudia.

Claudia Aru, accompagnata dai musicisti Simone e Fabrizio, è stata a dir poco meravigliosa: canta con una voce unica, compone testi che raccontano di noi, di donne, di Sardegna, di scene di comunità che si susseguono da chissà quanto. 

Ma la sua particolarità, che ritengo la renda unica nel panorama musicale, è il saper raccontare ironizzando e facendoci riflettere.

A distanza di una settimana, ancora mi cercano per dirmi quanto è stata bella la serata e quanto vorrebbero riascoltarla qui a Norbello.

Si, Claudia, hai colpito nel cuore di tutti noi (nel mio qualche anno fa!) perchè non canti e boh, no tu canti ma ci prepari a ogni canzone, ci fai sentire parte di questo tuo percorso artistico

Hai una capacità indescrivibile di raccontare di tua zia e sembra che racconti della mia, parli di stalking e mi commuovi, parli di discriminazione e lo fai con audacia ma delicatezza! e poi parli di quella santa… si Santa Barbara, parli de “Sa Coga” e sai bene che io la ascolto scaramanticamente ogni volta che ho qualche evento importante, parli di “Momoti” e della festa di paese, parli dei pettegolezzi e sembra il racconto di momenti vissuti da ognuno di noi.

Insomma, non posso che essere ancora emozionata per la serata unica che ci hai regalato, per come ti sei sorpresa nel sentire il tuo nome grazia ai ragazzi de su Cuntzertu.

Una bellissima manifestazione dentro una collettiva a cui tenevo in un modo particolare, con artisti speciali che ci raccontano con tanta dedizione.

Ma questo è stato merito di tutti: dall’Amministrazione Comunale che ha creduto da subito e mi ha supportato, dall’Ufficio Culturale che ha supportato e sopportato, l’A.T. Pro Loco Norbello, la Pizzeria Buongusto di Abbasanta e tutti coloro che sono venuti e hanno deciso di trascorrere il piovoso 24 novembre con noi. Grazie…

E ovviamente grazie a su Cuntzertu Norghiddesu Santu Juanni Claudia, Fabrizio e Simone e le donne che conosco e quelle che non ci sono più, quelle che porto sempre dentro in ogni cosa che faccio.

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Autore dell'articolo: damadelg