Ettore Aldo Del Vigo

Ettore Aldo del Vigo!

Un nome impegnativo, un numero Karmiko che lo accompagna da una vita e, forse ne ingloba la sua arte!

Tempo fa, mi sono imbattuta in una sua strabiliante opera, in seleziona alla Biennale di Roma!

Insomma, la prima classificata, a livello regionale…

non una qualsiasi!

L’emozione di studiare la tela, constatare la perfezione della tecnica pittorica con l’aerografo!

Senza paragoni!

Poi… mi si presenta l’occasione di gustare la sua arte in una personale a Sennori, nella padronale Casa Sisini!

Potevo per caso farla scivolare? Assolutamente no, così, navigatore e…

Sancta Sanctorum sto arrivando!

La mostra, organizzata in due piani, è allestita con lo stile che preferisco:

quadri che dialogano tra loro, opere che conservano la loro individualità riuscendo a entrare e scavare nell’intimità dello spettatore!

 

poteva mancare una foto ricordo? Insieme a Ettore Aldo Del Vigo, Sarkos e Gigi Cabiddu Brau! Belle coincidenze insomma!

 

Ecco che mi faccio catturare dagli sguardi di visi scarnificati,

da visi che spariscono, che trasfigurano verso la rinascita!

Per capire questa straordinaria personale, non posso prescindere da Caravaggio, dai caravaggeschi e dal Sancta Santorum!

Ma partiamo dalla fine…

il Sancta Sactorum, cos’è?

È  il luogo più sacro di un edificio religioso, dove viene gelosamente custodito ciò che di più caro ha la fede.

E quindi?

Qual è il vostro Sancta Sanctorum?

È la nostra essenza, la parte più intima del nostro essere, è ciò che custodiamo gelosamente!

Partiamo da qui per interpretare questa selezione della personale.

Un artista che non prescinde da un grande, immenso, maestro del 500, nientepopodimenoche….

Michelangelo Merisi!

Già, caro Caravaggio, pensavi forse che i caravaggeschi si fossero estinti?

Ettore Aldo del Vigo ti reinterpreta, secondo il suo stile, e con abile maestria parte da impressionanti sfondi scuri e ottiene luci intense!

Racconta la nascita, anzi la rinascita della nostra, e della sua, essenza! Racconta il nostro Sancta Sanctorum che si re – impossessa di se stesso e fuoriesce dalla materialità per raggiungere la perfezione dell’io, in una dimensione ancora sconosciuta.

Ecco perché tutti questi teschi (uno dei simboli predominanti di Caravaggio e dei Caravaggeschi), ecco queste carni che si annullano lasciando posto a movimenti di spirito…

ma in fondo, ogni opera, conserva sino all’ultimo lo specchio dell’animo: occhi che scrutano, che dialogano, che lasciano il ricordo!

Uau! Sono rimasta incantata da questi capolavori!

2017 – tecnologia, cara tecnologia, da strumento diventi protagonista di una vita frenetica e meccanica, materialista e senza un’introspezione!

Abbiamo tralasciato il nostro Sancta Sanctorum mah… siamo convinti che non possano convivere?

Il mio, ha deciso prepotentemente di affiancarmi… già perché, ogni tanto nella sua esuberanza, decide di prendere il sopravvento e estraniarmi per permettermi di conoscermi e studiare anche i miei moti dell’animo.

E ora… avete sentito bussare il vostro Sancta Sanctorum?

 

 

Autore dell'articolo: damadelg