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Dame e Cavalieri – personale d’arte di Gisella Mura a Burgos

1 Dicembre 2018 @ 10:00 - 2 Dicembre 2018 @ 20:00

In occasione della manifestazione Prendas de Adelasia 2018, il Museo dei Castelli ospita la personale d’arte pittorica di Gisella Mura, a cura di Damadelguilcier.

Il primo weekend di Dicembre, il Museo dei Castelli di Burgos, ospiterà la mostra personale dell’artista Gisella Mura, a cura dello storico dell’arte Daniela Madau (@damadelguilcier).

La personale, ospiterà una selezione del percorso artistico di un’artista che ama sperimentare segni, linee e materie, per raccontare la Sardegna e la sacralità della nostra tradizione, con una enfatizzazione del fiorente e ricco periodo giudicale che rende e ha reso la Sardegna un unicum a livello mondiale.

La selezione delle opere, ruoterà attorno a un tema caro a Gisella Mura: la Sardegna, la sua storia ancestrale, le nostre leggende, il ruolo determinante della donna e della figura femminile nella cultura sarda, la sacralità nella nostra quotidianità e l’epoca medievale nella grandiosa epoca giudicale.

Gisella Mura:

un’artista sarda, una profonda conoscitrice della tradizione dell’Isola ma, nel contempo, un’ambasciatrice della nostra cultura nel mondo. Di fatto, reduce da numerose esperienze e collettive a cavallo tra la Sardegna, l’Italia, l’Europa e l’America Latina, eletta tra i vincitori della 12° Biennale di Roma, racconta l’amore e la passione per la Sardegna attraverso tele, disegni e ceramiche di grande impatto emotivo.

Ma chi è Gisella Mura (http://www.gisellamura.it/)?

“Un’artista che studia e racconta la forma umana, spaziando dal neoclassicismo all’arte bizantina ma con un tratto decisamente ancorato alla sua terra d’origine.

Ha sempre ricoperto un ruolo da protagonista nel percorso di valorizzazione e crescita della comunità di Collinas partecipando attivamente all’organizzazione di eventi e manifestazioni, membro di giurie di arte contemporanea.

Dopo un percorso universitario all’Accademia di Belle Arti di Sassari, non ha mai abbandonato il pennello e gli studi sulla Sardegna.

Un’arte emotivamente forte che esce dalle tele e cattura l’attenzione per la forza che emana, dalle maschere tradizionali sarde ai suonatori di launeddas, per poi soffermarsi sulle forme sensuali e passionali della figura umana.

La figura femminile, la protagonista principale della sua attività, a tratti madre dolce e affettuosa, a tratti passionale e divina. Le sue opere sono un complesso armonico di simbologia, sardità e femmineo..

si, perché da un’attenta osservazione, le maternità nascondono tratti peculiari dell’abito tradizionale sardo, la donna come divinità che reinterpreta il culto antico della dea madre, la donna che esce dagli stereotipi e si afferma nella società contemporanea.

Il 2018, d’altro canto, è l’anno che vede la pittrice impegnata nello studio dell’epoca giudicale. Opere pittoriche che nascono da uno studio attento della storia e di usi e costumi della Sardegna durante il Medioevo.

La sua creatività sta nell’utilizzo attento dei materiali: stucco, gesso, acrilico, terracotta e plexiglass, olii e pastelli a olio per permettere alle sue opere di uscire dalla tela e catturare gli spettatori per la loro interazione con gli spazi.

Uso misurato del colore, toni caldi si affiancano con eleganza a altri freddi, per la maggiore rosso, nero e bianco e qualche sperimentazione verde che accolgono le sue figure dagli incarnati marmorei o dorati.

Uno stile impetuoso di una pittrice che, nelle sue tele, valorizza e celebra la tridimensionalità dell’acrilico e degli smalti. Tele che esplodono da se stesse e raccontano la perfezione dell’essere umano. Donne che padroneggiano la tela, che raccontano la Sardegna nella sua essenza”
Analisi critica a cura dello storico dell’arte Daniela Madau (http://damadelguilcier.com/).

INGRESSO LIBERO.