Giornata D al Nuraghe Losa – ed. 2019

8 marzo: ormai la Giornata D al Nuraghe Losa, per noi, è una tappa obbligata e cerchiamo sempre di essere presenti, ai piedi del gigante nuragico.

Abbiamo smesso di pensare cosa progettano e programmano per questo evento, perchè sappiamo che riescono sempre a farci emozionare.

Ecco, quest’anno, non sono stati da meno!

Un salto nell’archeologia, accompagnate dalla splendida musica degli artisti MAMADOU MBENGUE e SALY DIARRA. Presi per mano, verso il nuraghe… per parlare dell’universale mondo delle donne.

– Che ruolo avevano in epoca prenuragica e nuragica?

E qui è l’archeologa Anna Depalmas che racconta l’arte della ceramica.

Una prerogativa femminile.

Ecco, si: perchè? Grazie alle impronte digitali lasciate sui manufatti, si è capito che le ceramiste erano proprio loro.

Erano le donne a orientare mode e tecniche di lavorazione e di decoro.

Da questo si deduce quanto la cultura e la società dell’epoca fosse attenta al ruolo femminile, sino a…

poter individuare anche donne sacerdotesse!

Mi piace pensarle vestite con una tunica, ornate di gioielli, come esseri che – rispettate – erano il canale con l’aldilà.

Rimaniamo affascinate e inorgoglite: una società così misteriosa che riconosce un ruolo fondamentale alla donna.

Ma quando ci dirigiamo verso il nuraghe, torniamo alla realtà, mentre le note dei musicisti riscaldano e arricchiscono la visita tra queste grandi e possenti mura.

Qui, in 3 nicchie, vediamo 3 opere di Bonacattu Deligia e Susanna Sabiu che affrontano un tema così difficile.

Parliamo di circoncisione:

Donne, bimbe, che per chissà quale credo, quale religione o assurda convinzione, vengono circoncise e rimarranno mutilate a vita.

Niente sarà più come prima: un’infanzia rubata, la leggerezza di una bimba, tagliata via, insieme al “kintir”, da un fabbro o da chissàchi.

“Per diventare pure”… questo è ciò che dicono alle malcapitate!

In tutto ciò, prima di essere accusata di razzismo o di mancata tolleranza, mi chiedo perchè?

E a me la frase “Per diventare pure”, non me la rifilate mica!

Ragazzi io rispetto tutto, ma il rispetto della donna? Perchè non vi ascoltate anche voi un pò di storia per vedere il ruolo fondamentale che la donna aveva nella società, addirittura nel ruolo di sacerdotessa?

Nessun credo può permettere ciò!

Se esiste qualche entità, nessuna figura positiva può istigare questa tortura.

Qui abbiamo ammirato le opere, abbiamo parlato, abbiamo riflettuto con le altre persone presenti e con le artiste.

Un pomeriggio ricco e stimolante, abbracciate dal Nuraghe Losa, mentre ci confrontiamo con le persone presenti.

Torniamo fuori e riguardiamo il totem… quest’anno è bianco.

Verrebbe da pensare al colore della festa, dell’innocenza, della purezza, della speranza.

Si, è tutto questo… e non solo!

E’ anche il colore delle ossa!

Con un velo di tristezza… grazie cooperativa Paleotur, grazie per permetterci di poter assistere!

Nota di servizio: vi ricordiamo che il Nuraghe Losa è all’interno del nostro #viaggioa6zampe! Non vi resta che prenotare la visita.

Autore dell'articolo: damadelg