Il castello di San Michele a Cagliari, un pò di storia

Un baluardo, un simbolo di una città: oggi vi portiamo al castello di San Michele a Cagliari, ed è pure dogfriendly!

Come si legge su Istituto Italiano dei Castelli, la prima edificazione con annessa la chiesa omonima, potrebbe risalire all’epoca bizantina – XI secolo – su uno dei 7 colli di Cagliari:

San Michele, appunto.

Oggi il castello ha forma quadrangolare, con 3 torri angolari, una cortina muraria e un fossato scavato nel colle.

L’ingresso originario doveva collocarsi nel lato con feritorie e porta con saracinesca.

Ma qual’è la storia di questo castello?

Forse la sua primissima funzione era quella di difendere la sede giudicale di Santa Igia – oggi andata completamente persa.

Nel 1089, fu donato dal giudice Torchitorio I ai monaci di San Vittore di Marsiglia che controllavano, oltre a numerose chiese e conventi nel giudicato di Cagliari, il commercio del sale.

Nonostante alcune leggende, il colle non divenne mai un centro monastico.

Ma, recenti scavi hanno portato alla luce, a Ovest, due porte affiancate, con arco a tutto sesto, che fanno pensare ai resti di una chiesa, probabilmente divisa in due navate, risalente a questo periodo.

Quando Cagliari, nel 1258, entrò a far parte dei territori direttamenete controllati da Pisa, il castello sembrò quasi dimenticato, sino all’arrivo della corona d’Aragona (1324).

Con l’infante Alfonso, lo donò alla famiglia Carroz.

Sarà proprio Berengario I de Carroz a ristrutturare il castello – forse utilizzando marmi e fregi della Basilica di San Saturno di Cagliari – che poi diventerà la sua residenza.

Una residenza controversa…

si narra infatti che, all’interno delle possenti mura, donasse rifugio e protezione a malfattori

Durante le dispute tra l’Arborea e l’Aragona, il Castello di San Michele ricoprì un ruolo strategico per la Corona, al fine di contrastare gli attacchi del Giudicato.

Una fortezza che, purtroppo, fu decisiva a favore dell’Aragona…

un primo baluardo che iniziò a minare il Regno d’Arborea che, al contrario, non voleva cedere l’Isola allo straniero.

Sino alla morte dell’ultimo erede Carroz, il castello rimase residenza (una delle più lussuose), anche della sfortunata contessa Violante

Si, proprio lei, una delle protagoniste dei tour Me and Sardinia

Da questo momento, per il Castello di san Michele iniziarono tempi scuri: una lenta e rovinosa decadenza, sin quando non passo al demanio.

Ma la minaccia francese, nel 1637, portò il regno a individuare nel castello di San Michele un punto ideale per sistemare l’artiglieria e cacciar via il nemico.

Dopo questo periodo di gloria, la fortezza cambiò destinazione: all’occorrenza lazzaretto o ospedale per militari invalidi.

Anche Dionigi Scano, parla del castello e lo fa in prima persona.

Nel 1895, su commissione di Roberto di San Tommaso, lo restaurò e fu lui a progettare la pineta che possiamo ammirare sul colle.

E oggi? Dopo una serie di restauri è un centro culturale e espositivo.

Oggi, il castello è davvero una chiccheria:

al piano terra, ci si tuffa tra le mura e la storia del castello

al piano superiore mostre di arte contemporanea.

Insomma, appassionati di storia, di leggende e di arte, il Castello di san Michele a Cagliari, fa per voi/ noi ed è pure dogfriendly.

Anzi, da oggi è inserito nel nostro #viaggioaseizampe!

Autore dell'articolo: damadelg