Il Museo del Sughero

28 luglio 2018: la 17a Sagra del Bovino a Calangianus!

L’occasione ghiotta per il famoso Museo del Sughero!

Nei locali dell’Ex Convento settecentesco, dal 2011, l’Associazione Turistico – Culturale “Contiamoci” gestisce tanta bellezza!

Da uno sguardo in rete, risulta l’unico museo che ha raccolto la memoria di questa materia prima, attraverso l’esposizione di antichi macchinari e utensili usati per la lavorazione, video illustrativi, turaccioli accompagnati da una esaustiva esposizione.

Chi, come me, si è chiesto “come mai proprio un museo del sughero e perché proprio in questo piccolo borgo della Gallura”, vi consiglio di contattare Un Sardo in Giro e farvi guidare alla scoperta di Calangianus.

Infatti, basta esplorare il territorio e… sughere, sughere ovunque! Sarà la tipologia del terreno e del clima, ma qui questa pianta cresce sana e indisturbata.

Da almeno 150 anni, si iniziò a capire l’importanza della sua estrazione controllata per creare i tappi, ehm, turaccioli – il termine corretto!

La richiesta era così cospicua che in tanti adibirono le adiacenze alle case a piccoli laboratori artigianali.

Con l’avvento dell’industria, questa lavorazione non andò persa ma fu semplicemente meccanicizzata e oggi, poco fuori dal paese, continua questa fiorente attività che caratterizza Calangianus, per panorama enologico!

Stavolta i più economici plastica e vetro, non sono riusciti a avere la meglio e le cantine che imbottigliano vini di qualità, non rinunciano al vecchio e garantito TAPPO IN SUGHERO!

Durante la visita guidata per le sale del Museo, ci hanno spiegato che il sughero, per le sue proprietà, è insostituibile!

Anzi, “il legno della botte, il vetro della bottiglia e il sughero del tappo, sono gli elementi naturali indispensabili per realizzare un buon vino.

E così ci spieghiamo i costi di alcune bottiglie e abbiamo capito come mai alcuni vini “sanno di tappo”, oppure il perchè alcuni tappi si sfarinano all’interno (con le opportune xxx del caso!)

Io, che con i tappi di sughero ci giocavo da bimba, oggi li guardo diversamente… cerco di scoprire la loro anima, vedere se sono “buoni” o “assemblati”, e penso in continuazione al certosino lavoro che un tempo uomini e donne svolgevano nelle loro case!

Ammetto che è stata proprio una scoperta interessante…

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Ma non vi ho ancora parlato del locale che ospita il museo…

da fuori, non avrei mai immaginato una corte così spaziosa con un antico pozzo, interni curati e allestiti ad hoc, ancora meno avrei pensato a u Convento Settecentesco.

Si, il “Museo del Sughero” nasce all’interno di un ex convento francescano, interamente costruito in granito, edificato intorno al XVIII secolo, per merito dei frati cappuccini.

“Nel 1866, periodo in cui i rapporti Stato – Chiesa erano tesi a causa del potere temporale del Papa, ci fu la soppressione e l’espulsione dei religiosi dal Convento”.

Dopo questa data, fu frazionato e adibito a caserma dei Reali Carabinieri da una parte, scuola carcere e ufficio pretoriale dall’altra.

Oggi, per noi, percorrere questi spazi è come fare un salto temporale di qualche centinaio d’anni… macchine e strumenti di lavorazione ben si integrano nella struttura e l’Associazione ha l’arduo compito di farci conoscere contemporaneamente una struttura storica che ha segnato Calangianus e una trazione, quella della lavorazione del sughero, che li ha resi unici nel panorama almeno europeo!

Perché, diciamocela tutta, sicuramente non sono gli unici al mondo ma, senza ombra di dubbio, il contesto, il clima, il granito sono un sodalizio unicamente #madeincalangianus!

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