Il sito di Orconale: una meraviglia a Norbello

E’ passato un pò di tempo da quando ti raccontai nei social del

sito di Orconale

e ora che ancora mi pizzico per capire se vivo in un sogno, lo faccio orgogliosamente approdare sul blog.

Prenditi qualche minuto, magari una bella tisana perchè ho il piacere di accompagnarti virtualmente nel meraviglioso sito di Orconale.

Intanto: siamo a Norbello, accanto alla 131, in una zona di confine tra paesi e province.

Qui, grazie alla lungimiranza e all’attenzione della famiglia Tolu, ci sono circa 30 ettari (si si hai letto bene) di beni culturali

che raccontano ben 5000 anni di storia.

Sotto varie vesti, sono entrata diverse volte nel sito ma ogni volta mi emoziono e rimango sbalordita dalla ricchezza che conserva.

Un sito che ha visto i primi uomini già dal 3500 a.C. e con una continuità insediativa sino all’epoca bizantina (o medievale? chissà)

Sito di Orconale – Lola nella domus de Janas

Silenzioso, elegante e a tratti timido, il sito di Orconale pian piano si scopre ai miei occhi e mi offre alla vista una muraglia, forse un temenos che distingue nitidamente una zona sacra dalla parte insediativa.

Sin qui, ti dirai, “che c’è di diverso dai siti nuragici presenti nell’Isola?”.

Quando avrò il piacere di accompagnarti proprio dentro il recinto sacro, qui capirai quale meraviglia racchiude:

un nuraghe

forse complesso o forse “semplicemente” polilobato, oggi ci permette di ammirarlo e salire su in cima per osservare le tholos implose e il magnifico panorama che si allunga infinito sino all’orizzonte

un tempio nuragico

definito tempio a megaron in antis (prendendo in prestito la catalogazione dei più famosi templi greci), ha pianta rettangolare i cui lati lunghi si prolungano in avanti

Il Sito di Orconale, 5000 anni di storia a Norbello, in un sito meraviglioso
Il Sito di Orconale – dettaglio interno del tempio: nicchia

Come si può leggere in “La Sardegna Nuragica”

I templi a “megaron” avevano in origine una copertura a doppio spiovente composta da travature lignee che sostenevano lastre piatte o semplici frasche.

Attualmente si conoscono 15 templi a “megaron” che condividono le caratteristiche planimetriche: due tempietti di Serra Orrios-Dorgali; il tempio di Domu de Orgia-Esterzili, il tempietto di Malchittu-Arzachena; i tre templi di S’Arcu ’e is Forros-Villagrande Strisaili, il Romanzesu-Bitti, il tempio di Gremanu-Fonni, quello di Sos Nuratolos-Alà dei Sardi, il tempio di Predio Canopoli-Perfugas, i megara di Monte Canu-Palau e Monte Cardiga-Villaputzu.

Qui, nel meraviglioso sito di Orconale,durante i lavori di scavo, vennero ritrovati numerosi reperti, oggi conservati nella raccolta archeologica.

Tra questi:

un basamento per le offerte, realizzato in trachite, che – nel suo massimo splendore, ospitava forse i bronzi votivi

e un altare che raffigurava un modellino di nuraghe.

Non molto distante da Orconale, era presente una fonte sacra, oggi andata persa, ma la sua attestazione è significativa per enfatizzare la sacralità di questo luogo.

E dopo?

Grazie alla presenza di urne cinerarie e sarcofagi, gli archeologi hanno potuto attestare la presenza e la frequentazione anche in epoca romana e bizantina.

Il sito di Orconale – urna cineraria

Purtroppo non si conosce la vita di Orconale in epoca giudicale ma non si può escludere anche un riutilizzo del tempio stesso.

Ma con la sconfitta di Leonardo Alagon nei pressi di Campu Castigau, nel 1478, Norbello entrò a far parte di un contado e si succedettero numerose famiglie aragonesi…

sino al 1736, quando fu comprato dal can. don Francesco Solinas Pira per poi passare alla famiglia Delitala Solinas.

che furono nominati marchesi di Sedilo e Canales.

Norbello era uno dei paesi che formavano questo Marchesato.

E Orconale? Era disabitato? Oppure usato per pascolo?

Chissà…

Ma una cosa mi balza all’occhio:

qui la famiglia Delitala Solinas poteva vantare non una ma ben due case padronali!

Sarà per la sua posizione strategica, al centro delle vie di comunicazione?

Oppure per la presenza di acqua e buoni pascoli?

Non ti resta che scoprirlo in una delle prossime escursioni damadelguilcier!

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Autore dell'articolo: damadelg