La donna negli occhi dell’arte – 2a edizione

La donna negli occhi dell’arte è una collettiva sull’arte a cui tengo in maniera spropositata.

Sul perchè, non lo so, ma adoro rileggere e sistemare il bando, visionare le opere, confrontarmi con gli artisti, scrivere le critiche…

insomma, amo ogni dettaglio che porta a questa collettiva.

E come l‘anno scorso, anche quest’anno sono fiera di ciò che il Museo dell’Immagine e del Design Interattivo ospita.

13 artisti, alcuni più conosciuti e altri che espongono per la prima volta, 13 opere che raccontano della donna attraverso l’estro degli artisti.

Una collettiva, organizzata di propostio in concomitanza con la Giornata Internazionale contro la Violenza sulla Donna che, quest’anno, ci ha visto protagonisti.

Arte a 360 gradi: pittura e scultura, installazioni e fotografia e…

musica

con l’inimitabile Claudia Aru!

Eh, già, come l’anno scorso, abbiamo ospitato un suo concerto per parlare di donna ma non solo, per parlare di Sardegna oggi!

Prima di elencarvi le opere e raccontarvi di coloro che hanno esposto qui da noi, mi inorgoglisce dirvi che la manifestazione ha due patrocini uau:

  • la Regione Autonoma della Sardegna
  • la Commissione Regionale Pari Opportunità tra Uomini e Donne

Credo che, per Norbello e per il M.I.D.I., sia davvero molto importante questo risultato!

Ora partiamo con le vere protagoniste, le opere d’arte della collettiva “La donna negli occhi dell’arte – 2a edizione”:

“Maternità attesa e vissuta. Maternità mancata e perduta. Maternità speramnza di vita.” della Falegnameria Ziranu:

“Sostenibile Leggerezza” di Gigi Cabiddu Brau:

“La Ninfa del Bosco” di Mario Biancacci:

“Resilienza” di Matilde Manca:

“La Pietà di Spalle” di Francesco Simula:

“#Narcissus” di Nadia Mazzei:

“La Civetta” di Gisella Mura:

“World’s Pillar” di Luigi Porceddu:

“Look at you” di Mara Melis:

“My color is black, my color doesn’t exist” di Mario Fois:

“Il Corpetto di Roberto Ziranu”:

“Donne di Cabras” di Tino Cavagnoli:

“Anna” di Antonio Arceri:

Sono entusiasta delle opere e sono ancora più entusiasta della risposta del pubblico: vedere grandi e piccini soffermarsi e ascoltare, veder la gente riflettere…

E poi loro due capolavori “fuori selezione”, che silenziose son qui al Museo e con la loro arte, ci raccontano di donne silenziose e afflitte da una società opprimente e, dall’altra, la rappresentazione della purezza e della bellezza di una giovane donna:

è quanto di più bello può esservi in un museo.

Qui, nel libro dei commenti e messaggi privati, mi hanno dato la spinta a credere ancor più in questo progetto.

Ma la collettiva non poteva avere come ospite anche un’amica, una grandissima artista che ci ha tenuti incollati alle sedie:

Ecco che sabato 23 Novembre, il MIDI Norbello ospita

Claudia Aru

introdotta da “Su Cuntzertu Norghiddesu Santu Juanni” che ci ha deliziato con il loro canto.

Eccovi un estratto:

Si, li voglio ringraziare per aver sposato questo evento in ogni dettaglio e essersi impegnati al massimo per la sua buona riuscita!

Così… arriviamo a Claudia…

Che ve lo dico a fare???

Voi mi conoscete e sapete quando ammiri questa ragazza e il suo mondo.

Conosco a memoria le sue canzoni, mi piace come le presenta e mi piace vedere come qui al Museo dell’Immagine e del Design Interattivo la aspettano.

Mi hanno addirittura detti “Dani, che ne dici, facciamo un appuntamento annuale???”.

Detto ciò, credo che il mio pensiero, ora non sia solo il mio!

Tra i tanti capolavori che ha cantato, c’era lei… Viola

E così, vorrei chiedervi di ascoltarla qui, per intero e riflettere.

Perchè non voglio parlarvi di violenza fisica, no…

vorrei che vi concentraste su un problema: la difficoltà della donna di uscire dagli stereotipi.

Viola era una donna, una madre, una moglie o una compagna.

Viola non c’è più ed è il simbolo di tutte coloro che lasciano morire la propria anima per assecondare un’altra persona.

Sono coloro che credono che per essere donne (ma lo stesso vale per gli uomini) devono trovare qualcuno con cui volare.

Donne che non si fanno aiutare, cieche di un “amore” totalizzante e per questo malato, donne che non amano abbastanza se stesse.

Viola è tutte loro.

Perchè se Viola è il nome di un colore, tante ragazze e donne, purtroppo, oggi, sono ancora Viola.

Per loro e per le loro famiglie…

io, sin quando posso, curerò la mostra “La donna negli occhi dell’arte“,

e mi inc….rò sin quando posso quando vedo donne e uomini che perdono la propria identità e la propria libertà per qualcuno.

Per tutto ciò…

Continuerò a emozionarmi curando mostre come questa e a cantare a squarciagola (stonata come una campana) le canzoni di grandi Donne come Claudia!

Ma ora è tempo di continuare i ringraziamenti:

  • l’Amministrazione Comunale che ha creduto in questo progetto sin dallo scorso anno e mi dimostra sempre piena fiducia nelle iniziaive;
  • Aurora e Chiara che forse iniziano a vedere il M.I.D.I. e in questo percorso, ciò che vedo io: una scommessa per un grande e inimitabile progetto culturale e artistico;
  • la Pro Loco, sempre spalla e grande macchina che appoggia e supporta ogni attività;
  • gli sponsor; già quest’anno abbiamo pensato di iniziare a render più persone partecipi di questa grande organizzazione:

Il più sincero grazie dal team damadelguilcier 🙂

Autore dell'articolo: damadelg