La svolta di Facebook: quando i social fanno la differenza

La svolta di Facebook

Ora mi spiego meglio:

questo è ciò che ho letto tra le righe in questo articolo.

Si, l’azienda Facebook vieta e oscura contenuti che negano o distorcono le informazioni sull’Olocausto.

Un fatto da prima pagina, un cambiamento di policy che segna un salto epocale: la svolta di Facebook!

Da tempo, per diritto di cronaca, questo social network oscura contenuti lesivi, violenti, blocca account – momentaneamente – perché offensivi ma stavolta fa di più.

Stavolta ha preso sul serio questa ondata di violenza virtuale e

il caro Zuckerberg ha fatto quadro:

atteggiamenti antisemiti in aumento non devono passare attraverso Facebook.

Non è scontato, no!

Questo social è una piattaforma che non nasce per beneficienza, è una straordinaria piazza virtuale usata dai privati e dal pubblici ma oggi guarda al futuro con la consapevolezza di dover indirizzare verso la corretta informazione

e attua questa politica portando gli utenti verso contenuti autorevoli e non fuorvianti.

Una parte di noi si starà chiedendo come sia possibile dimentica ma,

purtroppo,

un’altra parte del mondo sembra aver oscurato questa triste e vergognosa pagina della storia europea

ma il mondo Facebook d’ora in avanti non sarà così…

ma non basta!

La svolta di Facebook continua:

Notizia di qualche giorno fa, chiuderà pagine, gruppi e profili complottisti e di cospirazione.

Eh si!

Le piattaforme di Mark sono un gran bel posto ma, soprattutto in questo momento epocale per la comunicazione, hanno preso in mano una situazione che stava diventando degenerante.

Qualcuno in sottofondo dirà

“io lo sapevo, mai iscriversi a FB”

“visto? L’avevo detto!”

Ferma un attimo questa valanga di pensieri

Perchè se nei social ci sono tanti post assurdi e poco consoni, non è colpa della piattaforma ma nostra!

O meglio ognuno ha responsabilità di ciò che scrive, di ciò che pubblica…

Stiamo attenti a ciò che condividiamo o in quali post aggiungiamo reazioni, quali pagina seguire e in quali gruppi virtuali entrare.

Per renderti l’idea:

Io paragono sempre i social network a una macchina.

Non posso guidare una macchina senza patente!

E’ illegale ma soprattutto rischio grosso per me e per gli altri che mi incontrano per strada.

Idem internet e i social…

Dunque:

Perchè prima di usarli non ci si forma e ci si educa a “guidarli” responsabilmente?

Foto di kropekk_pl da Pixabay 

Autore dell'articolo: damadelg