Lago Omodeo 2.0

Rientro dal convegno a Sorradile con il blocco pullulante di appunti e riflessioni, alcune mie, altre no… ma volevo mettermi davanti allo schermo e scrivere di pancia ciò che mi scorre nella mente. Siamo, sono, al centro della Sardegna, vicino a Sorgono che da alcuni viene considerato l’ombelico: chissà se è vero!

Intanto un dato di fatto, oltre le miriadi di soggettività: Sorradile è bello, il centro Sardegna è bello e il lago è… è una grande attrazione, oltre a contenere una valanga di ricordi!!!

Ricordi al Lago
Ricordi al Lago

Chi di noi non ha trascorso qualche pomeriggio indimenticabile con la canna da pesca, ascoltando il dolce suono della natura e dell’acqua? Ma il convegno è l’argomento del mio post, un incontro per parlare di strategie, sviluppo, aree interne che cercano di creare sinergie per combattere lo spopolamento e il calo demografico.

Perché? Perché i piccoli centri sono la Sardegna che ha fatto la storia, sono spesso custodi di saperi, di tradizioni, di saper fare, di eccellenze enogastronomiche! Ok, ammetto che sembra solo filosofia ma voglio arrivare al dunque. Quali vantaggi abbiamo noi, piccoli centri del centro Sardegna? Finalmente ci si guarda negli occhi e si stila un elenco, lo stesso elenco che scrissi appena laureata alla triennale, una analisi swot obiettiva per decidere se partire o restare: Kalaris Turris Libisonis (per intenderci la SS 131) è ancora la principale via di comunicazione, la DCN, le Ferrovie, l’Ospedale (con qualche pecca ma… ce la possiamo fare), Tanca Regia a Abbasanta per gli appassionati di Ippica, le Terme a Fordongianus, un immenso patrimonio culturale – archeologico – artistico – architettonico (e qui ci sguazzo) e lo sport (tante eccellenze anche a livello nazionale e il lago con le sue potenzialità sportive).

Insomma, sembra esserci tutto per parlare di turismo sostenibile e ragionare su ricezione e ristorazione e invertire la rotta e, forse, credo cha la strada sia quella giusta: ragionare insieme pubblico e privato, superando i clientelismi, fare rete e creare un clima di fiducia per crescere e “abitare la Sardegna”: WOW mi piace!

Ma io già abito la Sardegna, in un piccolo e grazioso paesino, al centro, a pochissimi km dal lago, io vivo la Sardegna, ogni suo aspetto, e conosco ogni sua piccola difficoltà perché, talvolta, la vivo in prima persona. Qui credo ci sia tutto, ma soprattutto, chi ci lascia il cuore, crede e si batte perché il suo territorio sia conosciuto e sia esaltato per le sue qualità estrinseche e intriseche! Ma allora, cosa ci manca per partire? Esiste la strategia, abbiamo un patrimonio da invidia ma… ma non si riesce a far rete! Già, ne parliamo tanto, tavole rotonde, seminari, progettazione integrata e poi arriva il momento di metterle in atto e vige ancora il “chi fa da se fa per tre”. Quanti di noi si nascondono dietro la frase “ci penserò” o non rispondono a sms e chiamate piuttosto che mettersi in gioco e costruire insieme una rete di competenze? Eccoci qui, arriviamo al nodo della matassa; purtroppo, ancora, non sono sempre le competenze a lavorare e, invece, si scatenano invidie e il ridicolo “mi ruba il lavoro”. Ecco, lascio a voi le riflessioni perché io ho scelto la mia strada, lavorare per il mio territorio e mi piace farlo CON il mio territorio e le competenze che lo vivono!

Autore dell'articolo: damadelg