L’Avvelenata – Guccini

Per una persona che viaggia, la musica è un compagno di viaggio importante, così, mentre con Lola percorriamo le strade della Sardegna, spesso (molto spesso) ci accompagna Guccini.

Un giorno, mentre rientravo a casa, al termine di una pessima settimana dove il lavoro cerca di insinuarsi nel personale, “L’Avvelenata” fa capolino e decido di ascoltarla a ripetizione:

“Ma s’ io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, le attuali conclusioni
credete che per questi quattro soldi, questa gloria da stronzi, avrei scritto canzoni;
va beh, lo ammetto che mi son sbagliato e accetto il “crucifige” e così sia,
chiedo tempo, son della razza mia, per quanto grande sia, il primo che ha studiato…

[…] giovane e ingenuo io ho perso la testa, sian stati i libri o il mio provincialismo,
e un cazzo in culo e accuse d’ arrivismo, dubbi di qualunquismo, son quello che mi resta…

Voi critici, voi personaggi austeri, militanti severi, chiedo scusa a vossìa,
però non ho mai detto che a canzoni si fan rivoluzioni, si possa far poesia;
io canto quando posso, come posso, quando ne ho voglia senza applausi o fischi:
vendere o no non passa fra i miei rischi, non comprate i miei dischi e sputatemi addosso…

[…]Io tutto, io niente, io stronzo, io ubriacone, io poeta, io buffone, io anarchico, io fascista,
io ricco, io senza soldi, io radicale, io diverso ed io uguale, negro, ebreo, comunista!
Io frocio, io perchè canto so imbarcare, io falso, io vero, io genio, io cretino,
io solo qui alle quattro del mattino, l’angoscia e un po’ di vino, voglia di bestemmiare!

Secondo voi ma chi me lo fa fare di stare ad ascoltare chiunque ha un tiramento?
Ovvio, il medico dice “sei depresso”, nemmeno dentro al cesso possiedo un mio momento.
Ed io che ho sempre detto che era un gioco sapere usare o no ad un certo metro:
compagni il gioco si fa peso e tetro, comprate il mio didietro, io lo vendo per poco!

[…]
Ma s’ io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, forse farei lo stesso,
mi piace far canzoni e bere vino, mi piace far casino, poi sono nato fesso
e quindi tiro avanti e non mi svesto dei panni che son solito portare:
ho tante cose ancora da raccontare per chi vuole ascoltare e a culo tutto il resto!”

 

WOW, che frasi a effetto! Da dove parto? Mah.. non so! Forse dall’ultima strofa perché è come un testamento: rifarei lo stesso sempre e nonostante tutto? La risposta è semplice e non ha ripensamenti: assolutamente si! Ogni scelta, ogni esame, ogni passo lavorativo…perché credo nel mio lavoro e, con un pochino di modestia, credo anche nella mia professionalità! E credo anche, che continuerò sempre a “ascoltare chiunque a un tiramento” nonostante accuse di “arrivismo” perché c’è una differenza tra fare e essere… ecco: io non faccio lo storico dell’arte o la guida turistica MA io SONO storico dell’arte e guida turistica, una scelta di vita in cui credo nonostante tutti (e qui un piccolo ringraziamento a chi mi ha insegnato ad amare il mio lavoro)!

Autore dell'articolo: damadelg