Le Rose di Versailles

Le Rose di Versailles, della mangaka Riyoko Ikeda.

Oggi vi porterò alla scoperta di un grande bestseller del manga: “Le Rose dei Versailles”, più comunemente conosciuto come “Lady Oscar”.

La serie inizia la sua pubblicazione nel 1972 e sarà un manga di successo, conosciuto in tutto il mondo, non solo quello dei comics.

Prima di parlarvi tecnicamente delle sue caratteristiche artistiche, ho pensato di sfogliare con voi le primissime pagine.

Ci tuffiamo nell’Europa del 1755, quando…

in Svezia nacque Hans Axel von Fersen, primogenito maschio di una famiglia di senatori dell’alta nobiltà. La sua posizione gli garantisce, per nascita, un’immensa fortuna

in Francia, a Parigi, nasce l’ “ultima figlia di una illustre famiglia, caldamente stimata presso al corte di Francia e i cui componenti, da generazioni, si susseguono al comando della Guardia Reale

il 2 novembre 1755 nasce maria Antonietta Giuseppa Giovanna d’Asburgo – Lorena, nona figlia dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria

Dunque nelle prime cinque pagine noi facciamo la conoscenza dei tre personaggi che tesseranno le fila di tutta la narrazione!

Il Conte Fersen, la regina Maria Antonietta e Lady Oscar si incontreranno a Parigi nell’Ancien Regime.

Come?

Allora…

  • il Conte Fersen, nei numerosi viaggi in giro per il mondo, arriverà anche in Francia e in un ballo in maschera incontrerà la futura regina
  • Maria Antonietta, diventata moglie del Delfino di Francia, abbandonerà – appena quattordicenne – la madre e la tera natia per seguire il suo destino a Parigi. Qui instaurerà una forte amicizia con…
  • Lady Oscar, educata dal padre per seguire le orme di famiglia, diventerà la Guardia della regina.

Già da questo primissimo volume i tre personaggi sono caratterizzati per la loro indole e con dei tratti ben definiti.

Ma… quando e come arriva questo manga in Italia?

Partiamo dal 1979 quando “Le Rose di Versailles” diventeranno 40 episodi di un anime seguitissimo che arriverà negli schermi italiani nel 1982.

Ed ecco che così introduciamo una delle caratteristiche del mondo manga:

la pubblicazione del fumetto è generalmente seguita dalla realizzazione dell’anime (il cartone animato, per intenderci).

Ma nell’edizione italiana alcuni dettagli sono stati – per così dire – limati, censurati.

Mi riferisco ai dialoghi che affrotnano l’equivocità di Lady Oscar, una donna cresciuta come una guardia reale che diventa addirittura la Guardia della Regina di Francia ma rimane sempre una bellissima ragazza che mai (o forse si… e qui vi invito a consultare tutta la pubblicazione al termine della maratona #iorestoacasa) evidenziato la sua natura femminile.

Ora addentriamoci nelle caratteristiche tecniche che possiamo riscontrare ne “Le Rose di Versailles”:

intanto le dimensioni: è tascabile!

Guardate il confronto con una pubblicazione della Sergio Bonelli Editore 🙂

uso del B/N, tranne nella copertina. La policromia dunque è sostituita dalla bicromia e il 3d e le ambientazioni, per esempio, sono magnificamente creati con l’uso dei retini. Ecco qualche esempio:

i personaggi sono tutti caratterizzati da occhi molto grandi e nasini piccolissimi. Questo perchè gli occhi, specchio dell’anima, devono enfatizzare il concetto espresso. In alcuni casi la resa dello sguardo riesce addirittura a sostituirsi magistralmente ai testi.

ora arriviamo ai testi: quelli dentro i baloon e quelli no. I secondi raccontano i pensieri dei personaggi. Ecco a voi un esempio:

E per ultima, ma forse è la differenza più evidente con il fumetto occidentale:

La lettura!
Si gente, si legge da destra verso sinistra seguendo uno schema ben preciso!

Beh, per ora passo e chiudo ma prima volevo lasciarvi i link della pagina FB e dell’account IG del Museo dell’Immagine e del Design Interattivo… così possiamo star sempre aggiornati e, se avete il piacere, potete invitare coloro che amano il fumetto come noi.

Autore dell'articolo: damadelg