Lì, dove nasce l’ossidiana: Masullas

Già, sapete per caso dove nasce l’ossidiana?

Si, sto parlando di quella pietra bellissima, di un ero intenso e luminoso che spesso ritroviamo nei nostri gioielli.

In Sardegna esiste un posto con un giacimento immenso di questa elegante e fantastica ossidiana:

Masullas, una nuova tappa del nostro viaggio a sei zampe.

Insieme a Lola, accompagnate da Dalila Manca, ci siamo costruite un pomeriggio all’insegna della scoperta di Masullas, in un caldo e soleggiato pomeriggio estivo.

1a Tappa:

GeoMuseo Monte Arci Stefano Incani:

Varchiamo la soglia di un antico convento seicentesco realizzato in calcare bianco.

Tra muri e rovine… entriamo nella magia e nel fascino di una struttura che oggi è un vero museo del territorio Sardegna.

Questa è una tappa fondamentale per capire i nostri meravigliosi paesaggi, la nostra sabbia, il nostro mare…

… e per conoscere dove nasce l’ossidiana!

Qui Francesca ci accoglie e ci accompagna indietro nel tempo (giusto 30 milioni di anni fa, nell’Oligocene), quando la Sardegna non era come la conosciamo oggi.

Immaginiamoci un Mediterraneo (e non solo) non troppo calmo: movimenti tellurici, maremoti, vulcani in eruzione…

Qui, dove nasce l’ossidiana, l’oro nero.

Ma non è sola; la sala espositiva – che cerca di riprendere gli spazi un tempo occupati dalle cellette dei monaci – ci propone minerali e rocce dai colori unici.

Chissà quante volte, passeggiando in qualche escursione, abbiamo visto e sottovalutato le calciti… ma si dai, che vuoi che sia, è solo una pietra.

Ma dopo che vedrete la sala Flù, siamo stra sicure che non direte mai più “é solo una pietra” (parola di Lola!).

Torniamo a noi… La nostra Isola, dopo tutto questo movimento, inizia a popolarsi (giusto 20 milioni di anni fa – bazzecole) e Lola incontra un bel signor dugongo.

Tra i fossili esposti, un’attenzione particolare, per la sua unicità, è questo banco di pesci fossili ritrovato nel territorio.

La loro quotidianità impressionata per sempre e fossilizzata e noi, dopo milioni di anni, continuiamo a rimanere affascinati dalla forza della natura.

La nostra visita al Geomuseo continua nelle Sale delle mostre temporanee che ora ospita Raffaello.

Qui troviamo riprodotte alcune delle maggiori opere del pittore che lo hanno reso famoso (soprattutto per il buon nome dei committenti).

2a tappa “Museo “I Cavalieri delle Colline”

Come leggiamo nel sito “racconta la storia dell’aristocrazia rurale di Masullas e del Parte Montis, inserita nel contesto più ampio della nobiltà in Sardegna.”

Nelle sale del museo abbiamo visto la storia di Masullas e della Sardegna,

I villaggi perduti di Parte Montis
Armi d’epoca
La storia delle famiglie locali più “altolocate” o che hanno comunque avuto una influenza nella storia locale
La sala dedicata alla Giustizia, quella civile ed ecclesiastica… alcune riproduzioni delle torture di cui si è macchiata la Santa Inquisizione e una riproduzione della Carta de Logu

3a tappa: Chiesa di San Leonardo

Una suggestiva aula mononavata con abside orientato a NE, ascrivibile al XIII secolo, realizzata quasi interamente in conci calcarei.

La facciata presenta campanile a vela, in asse con l’ingresso e con la bifora…

insomma, assolutamente da visitare!

Masullas… già, un paese che ha puntato totalmente sulla cultura, che ha investito sulle sue potenzialità nascoste

e tutto dogfriendly!

Insomma, la Sardegna che ci piace, quella caparbia che studia il proprio passato e lo propone orgogliosa al mondo.

Autore dell'articolo: damadelg