Nulvi e… i Candelieri

Oggi vi raccontiamo dei Candelieri… si vabbè, non è il 14 agosto, sta appena iniziando la primavera ma, Sassari e le sue tradizioni sono sempre interessanti! Sassari? No, stavolta ci  spostiamo in Anglona, a Nulvi per la precisione, e non sto assolutamente dando i numeri! Bimboinspalla ci ha organizzato un tour niente male e abbiamo scoperto che i Candelieri, non sono solo a Sassari!

I nostri compagni di avventure sono due nulvesi, Giuseppe e Valentina e, proprio Giuseppe, è davvero un candeliere.

Con loro abbiamo trascorso una giornata per conoscere le loro bellezze e i loro sapori tipici… partendo da conoscere questi candelieri così affascinanti.

Sono 3 ceri votivi (anzi 6 perché 3 sono i più antichi e conservati dalla comunità come ricordo) realizzati in legno (la struttura), canna e cartapesta, dedicati al culto della Madonna dell’Assunta e festeggiati dal 14 agosto per otto giorni consecutivi.

Bimboinspalla tra i Candelieri

Ma di cosa si tratta? Sono degli ex voto della comunità alla Vergine, per averli salvati da carestie e pestilenze.

La tradizione rimanda le sue origini all’epoca medievale, quando Nulvi apparteneva al Giudicato di Torres e al monastero di Montecassino (come la vicina Tergu) e riveste, allora come oggi, un ruolo fondamentale nella cultura e nella religione del paese e di tutti i membri della comunità.

Tutto l’anno si trovano conservati nella chiesa di San Filippo e noi… siamo andati li a trovarli e ammirarli.

I Candelieri nella Chiesa di san Filippo

Accolti da un tripudio di colori, Giuseppe e Valentina spiegano che ogni tinta ha un suo significato: il verde per i pastori, perché ricorda il colore dei pascoli; il giallo per gli agricoltori, associato al coloro oro delle spighe di grano; l’azzurro per gli artigiani. Dunque ogni colore e ogni candeliere rispecchiano la propria corporazione e l’economia che caratterizza Nulvi sin dall’epoca giudicale, appunto.

Il 14 agosto, vengono trasportati in spalle e percorrono il centro storico sino a raggiungere la Chiesa parrocchiale.

Un tratto del percorso per il centro storico; a sinistra, il muro laterale della Chiesa Parrocchiale

Appena arrivano al Corso Vittorio Emanuele, la via principale, la pala – che ricorda per certi versi un altare ligneo, decorata con immagini sacre e riproduzioni di santi – si unisce al piedistallo e i portatori trasportano una immensa scultura di circa 8 metri di altezza per circa 9 quintali di peso! Dai vespri di Ferragosto, rimangono per ben 8 giorni nella chiesa dell’Assunta per essere omaggiati dai fedeli. Un rito dalla grande valenza che conferisce loro un valore inestimabile anche per chi, come me, pian piano si sta avvicinando a questo mondo sconosciuto.

 

Piccola curiosità: in Sardegna sono ben 4 le comunità che hanno conservato questo culto; Nulvi appunto, Sassari, Iglesias e Ploaghe ma (e c’è sempre un ma!) mentre tutti riproducono la forma di cero, di influsso iberico, quelli di Nulvi conservano ancora la forma a tabernacolo, tipica pisana.

Che dire, ci vediamo a Nulvi? Ps: noi abbiamo mangiato all’Agriturismo Nuraghe Alvu e vi assicuro che “Le Panafittas” con i funghi sono state il paradiso delle mie papille!

Agriturismo – esterno
Agriturismo - interno
Agriturismo – interno

E Lola? Lei era davvero a suo agio… ormai la borsa con ciotola, cibo, acqua, guinzaglio e pettorina sono parte integrante della nostra macchina!

Autore dell'articolo: damadelg