Promoart a Atzara – La Corte dell’Arte

Una chiamata con una proposta: “Ciao, sono Gisella! Partecipi a Atzara? Stiamo organizzando una mostra e ci saranno i miei lavori!”… ovviamente, si! Così, con Lola, ci siamo tuffate nelle #cortesapertas, nella “Corte dell’Arte e Rifugio Pecatorum”. Diversi gli artisti presenti nella suggestiva cornice di una casa padronale sita nel centro storico di questo affascinante paese del Mandrolisai: la pittrice Gisella Mura, la fotografa Francesca Cadeddu, il ceramista Ugo Serpi, Francesca Ruda con i suoi abiti e il romanzo “L’Ossessione dell’Angelo” di Diego Brughitta. Un bel gruppo di artisti, un gruppo che condivide la passione dell’arte a 360° e poi io… uno storico dell’arte che ama quel che fa! Il direttore dei lavori, Francesca Ruda, ha organizzato tutto nel dettaglio, location, enogastronomia tipica, alloggi…wow! Tutto meravigliosamente perfetto direi!

Con questo articolo voglio raccontarvi la mia esperienza con questo team vincente!
Parto da Francesca Ruda, è bastato sentirla parlare 5 minuti per capire quanta passione nella cura dei dettagli, nella scelta della corte, quanta voglia di trasmettere l’amore per il proprio paese e per le sue tradizioni! Nei giorni precedenti ha cucinato i piatti tipici con un’attenzione e un impegno quasi paranormale e, per rendere un’idea di cosa vi siete persi, ecco il menù:

Il menù
Il menù

poi non dimentichiamoci l’altra sua passione:

La passione tra fili e tessuti
La passione tra fili e tessuti

non sono meravigliosi? Peccato il tempo non propriamente estivo, altrimenti avrei chiesto di poterne indossare!!

Quelle gabbie in testa hanno un qualcosa di… insomma che rappresentano?

A tu per tu con l’artista, Francesca racconta che la gabbia rappresenta una sorta di costrizione mentale che rispecchia la costrizione spesso identificata anche in un vestito che non ci appartiene, una limitazione che ci imponiamo come forma di tutela da un giudizio esterno.

Vi è mai capitato di indossare un abito non vostro? E non mi riferisco a un corsetto troppo stretto, a un pantalone troppo attillato, ma a quegli “abiti mentali” dove talvolta ci rinchiudiamo, perché stare dentro il guscio ci espone di meno, senza assaporare l’ebrezza dell’osare per sentirsi soddisfatti!

Poi Francesca Cadeddu, una fotografa davvero speciale che riesce a sintetizzare elementi fondamentali: la figura femminile e la vegetazione attraverso l’uso delle ombre. Non sarà per caso una sintesi della vita? Da una parte la donna, per eccellenza simbolo della fertilità, della nascita, della creazione, su cui si poggiano delicatamente ombre di piante, altra immagine rappresentativa della vita:

La sintesi della vita...
La sintesi della vita…

Conoscete, invece, le “Tzie” di Ugo Serpi? Mi parlarono di una mostra e da perfetta curiosa dell’arte sarda sono corsa a documentarmi: sono qualcosa in più di semplici ceramiche, è la rappresentazione della donna sarda nel suo abito tradizionale, impreziosita da smalti che la rendono unica e brillante nel suo genere, una nuova dea madre? Chissà… sta di fatto che queste ceramiche sono meravigliosamente espressive della sardità e della modernità che la cultura matriarcale sarda ha sempre rappresentato!

Le Tzie
Le Tzie

Una sala, invece accoglieva il romanzo di Diego Brughitta,  e il “Percorso di Rinascita” di Gisella Mura.

Un libro, un fantasy che ti conquista per la sua immediatezza e perché… io credo agli angeli e poi l’arte di Gisella: opere di alto valore simbolico, un uovo, origine del tutto, l’alfa e l’omega, da cui parte l’estro dell’artista nella sua produzione, una produzione che si ancora alla terra natia senza prescindere dal proprio ego e dal proprio credo, un percorso nelle varie fasi della vita, costellato da numerosi accadimenti, alcuni belli, altri meno, che permettono a ciascuno di noi, di diventare quel che siamo!

Il Percorso di Rinascita
Il Percorso di Rinascita
L'alfa e l'omega sembrano avere origine dall'uovo
L’alfa e l’omega sembrano avere origine dall’uovo

Potevamo esimerci da tanta bellezza in un altrettanto bel contesto? Assolutamente no, così, con Lola ci siamo godute questa bellissima mostra anche grazie all’ospitalità del B&B Il Leccio del Mandrolisai della gentilissima Carla. Ci siamo attrezzate di cibarie, ciotola e copertina per un soggiorno strepitoso!!!

 

 

 

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4 commenti su “Promoart a Atzara – La Corte dell’Arte

  1. Grazie a tutti voi per la partecipazione, la serietà e la professionalità dimostrata. Grazie a voi il progetto La Corte dell’arte ha potuto realizzarsi

I commenti sono chiusi.

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