Schulz e I Peanuts

In questo articolo parleremo del binomio Schulz e I Peanuts.

Ma prima è giusto fare una introduzione perchè I Peanuts hanno un rapporto molto stretto con il Museo dell’Immagine e del Design Interattivo, dove io sono il curatore.

Vi avevo parlato del Parco del Fumetto nell’articolo dedicato al Carnevale del Fumetto e del Cartone Animato e del piacere di ospitare la BIC,

una delle prime Agenzie di Licensing italiane e ha la licenza appunto dei Peanuts!

Bene, per questo motivo e per ricordare i 20 anni dalla morte di Schulz – e i 70 dalla pubblicazione della prima striscia Peanuts – nasce il focus su questo intramontabile fumetto.

Partiamo con il nome: PEANUTS

Come scrive Alessandro Quinti:

“… lo stesso Schulz ha in seguito dichiarati apertamente che il nome di Peanuts” (noccioline) “voluto dai piani alti, non lo ha mai convinto più di tanto, definendolo addirittura il peggiore per un fumetto del genere;

ma la realtà delle cose nel tempo lo ha messo di fronte e ben altre considerazioni su quella scelta,rivelatasi altresì decisamente vincente”

Iniziamo con qualche data:

26.11.1922: nasce Charles Schulz. La sua vita, già dai primissimi anni, ha a che fare con il fumetto.

Infatti uno zio gli da il soprannome “Sparky“, ispirandosi al protagonista della striscia Barney Google.

Il giovane Sparky ha da subito una propensione per il fumetto e, dopo la parentesi della Seconda Guerra Mondiale, riprende le sue passioni sostenuto dai genitori, in particolare dal padre.

Prima dei conosciuti Peanuts pubblica 17 tavole “Li’l Folks, una sorta di preludio del famoso fumetto.

2.10.1950: viene pubblicata la prima striscia dei Peanuts, in un “formato salvaspazio, come afferma Chris Ware.

13 anni dopo arriva in Italia e oggi viene pubblicato nel mensile Linus e nel quotidiano on line Il Post

13.02.2000: viene pubblicata l’ultima striscia

Il giorno prima, il 12.02.2000, muore Schulz.

La sua ultima striscia

https://www.fumettologica.it/2015/02/ultima-striscia-dei-peanuts/

«Cari Amici,

ho avuto la fortuna di disegnare Charlie Brown e i suoi amici per quasi cinquant’anni. E’ stata la realizzazione del mio desiderio d’infanzia.

Sfortunatamente, la mia situazione non mi permette più di disegnare una striscia ogni giorno. La mia famiglia non vuole che nessun altro continui a disegnare i Peanuts al posto mio e per questo devo annunciare il mio ritiro.

Sono grato ai miei editori per la fedeltà che mi hanno dimostrato in tutti questi anni e ai fan dei miei fumetti per l’affetto e il sostegno che mi hanno dato. Charlie Brown, Snoopy, Linus, Lucy… come potrò mai dimenticarli…»

CHARLES M. SCHULZ

Un messaggio commovente…

Dal punto di vista tecnico e artistico, come definire I Peanuts?

Voglio riprendere le parole di Igort che ho letto sul Linus n° 2 di Febbraio 2020:

“Linus, che è stata la prima raccolta di strisce a fumetti mai pubblicata nel pianeta, propone dal 1965 le strisce dei Peanuts, quel mix tagliente di ironia, malinconia e poesia che sembra davvero intramontabile.”

Si, perchè Schulz è riuscito a creare un fumetto che mi piace definire una commedia umana.

Nelle strisce noi possiamo trovare verità e onestà, scene caustiche ma reali, rasserenanti e gentili e, perchè no, divertenti.

Ecco la magia di Sparky: osservando il mondo che lo circonda, studiandolo e studiandosi, ha ideato scene senza tempo ma sempre attuali,

ogni personaggio impersona un carattere ben preciso e la genialità è che i protagonisti sono

BAMBINI!

Eh già… bimbi che si comportano come adulti, con personalità adulte.

E gli adulti?

In alcuni casi ci sono anche loro.

Le “strisce salvaspazio” pubblicate quotidianamente che negli anni hanno raggiunto ben 75 paesi su oltre 2600 giornali, tradotte in più di 20 lingue e lette da 355 milioni di lettori, avevano anche una versione domenicale:

20 marzo 1955

Questo formato, pubblicato la prima volta il 20 marzo 1955, presenta delle caratteristiche tecniche leggermente diverse dalle vignette delle strisce:

si nota maggiore attenzione al dettaglio dell’ambientazione

storie più complesse

maggiore musicalità.

Mi soffermo proprio qui, riprendendo l’articolo di Ware:

“Charlie Brown e Schroeder giocano e biglie e Lucy irrompe nel gioco per poi infuriarsi sempre di più a ogni tiro sbagliato

(Uffa… Uffa! UFFA!)

e, in modo totalmente inverosimile e violento (CHE GIOCO STUPIDO!),

pestare in esposizione multipla tutte le biglie (STOMP! STOMP! STOMP! STOMP! STOMP!)…”

Proprio in questo formato, troviamo gli adulti:

dav

Bene, e ora a noi…

Insieme alla socia (che denota una certa simpatia per Snoopy), abbiamo scelto una striscia per concludere questo articolo:
🙂

Qui vediamo Charlie Brown e il suo inseparabile maglione a zigzag che dialoga con il suo cagnolino e Snoopy che sottolinea la suaciotola vuota.

Mah, non so se Lola ha gradito proprio questo particolare!

ma, a parte il cibo ha un’altra grande passione: comunicare!

Lascio a lei le ultime bau-parole:

“L’unico virus che oggi possiamo trasmettere è solo quello della felicità e se fosse contagioso sarebbe davvero un mondo migliore… non abbandonateci!”

Fonti:

BIC; linus; “20 anni senza Charles Schulz” di Alessandro Quinti; “Peanuts. Dove sonoi biscotti?” di Schulz; “Si salvi chi può, Charlie Brown” di Schulz.

Autore dell'articolo: damadelg