Working Holiday a Palermo

La mia Working Holiday a Palermo è un fantastico mosaico di colori.

Damadelguilcier a metà, vi racconto Un colorato Working Holiday a Palermo & un incontro con Miss X.

La primissima sensazione è quella che si prova quando si affonda lo sguardo nel colore, un colore vivacissimo dentro e fuori Palermo.

E’ stata la mia prima impressione e, a distanza di una settimana, rimane il pensiero che mi sono portata in Sardegna.

Partiamo da lontano.., perchè una 3 giorni a Palermo? e soprattutto, perchè senza rulli di tamburi?

Diciamo che sono scaramantica; quando mi è stato confermato un invito a pranzo a cui tenevo particolarmente, non volevo pensare a niente che potesse impedirmelo, così, biglietto aereo e via

destinazione Palermo, destinazione pranzo con miss X (che poi si sono rivelate tre misses)!

Grazie a delle coincidenze di voli e alla mia voglia di scoprire nuove destinazioni, ne ho approfittato per crearmi una working holiday ad hoc in questa terra gemella.

Dunque, prima di svelarvi la motivazione che mi ha portato a Palermo, ecco cosa potete visitare in 2 giorni:

  • Palazzo Reale e Cappella Palatina

Centro del Potere politico e culturale del Regno Normanno, è simbolo della ricchezza che la dominazione, normanna appunto, ha portato nell’Isola.

Il Palazzo è monumentale, con uno stile goticizzante sobrio e austero di grande impatto, conserva le sale degli appartamenti reali, in parte utilizzate nientepopodimeno che dal consiglio regionale siciliano.

Ma la fantastica chiccheria è la Cappella Palatina: oro!

Si, questa è la prima immagine che mi torna alla mente quando penso al mio ingresso li.

Uno stile artistico che riassume la politica inclusiva dei sovrani (prendiamone spunto): quasi un unicum, Ruggero II chiese la compartecipazione della maestranza bizantina, di quella islamica e di quella latina. Che dire. un bell’esempio di integrazione.

  • Palazzo Pretorio

Si, il Palazzo Comunale.

in realtà ci sono capitata quasi per caso perchè aspettavo (ahimé invano) la riapertura della Martorana e, nell’attesa, passeggiavo.

Così non potevano assolutamente passare inosservate quelle scale maestose…

Damadelguilcier, benvenuta in Comune!

Ma, cosa avrà mai questo palazzo di così interessante?

Nulla, assolutamente nulla… se non fosse che ha il suo primo impianto in epoca aragonese come sede del pretore, arricchito con opere scultoree in epoca spagnola, dopo l’epoca austriaca e quella borbonica fu addirittura sede del governo dittatoriale di Garibaldi e dopo l’Unità d’Italia, sede del Consiglio Comunale.

E chi l’avrebbe mai detto?

Sarà stato un caso inciampare in quelle scalinate così… interessanti?

  • Chiesa di San Cataldo

Per ogni storico dell’arte, la Chiesa di San Cataldo è sempre presente nei libri di arte romanica.

Come dimenticare quelle 3 cupolette rosse amaranto? Impossibile.

Un edificio che riassume l’operosità delle maestranze islamiche secondo caratteri del romanico occidentale

Una chiesa con paramento murario a vista, semplice e preziosa.

L’interno scandito da colonne che la dividono in tre navate, la cui centrale ha larghezza doppia rispetto a quelle laterali, impostano archi a sesto acuto.

Un tratto distintivo dell’edificio è determinato dal pavimento, realizzzato con lo stile in “opus sectile”, esempio di maestranze islamiche che reinterpretano la tradizione bizantina.

  • Chiesa e Monastero di Santa Caterina

Oggi si presenta con uno stile barocco, l’edificio e l’annesso monastero, hanno ospitato le monache di clausura dell’Ordine domenicano dal 1311 al 2014.

La chiesa attuale risale al 1566, per volere della priora suor Maria del Carretto, nasce su una struttura preesistente di cui si sono perse le tracce.

Grazie alla lungimiranza della curia palermitana, è possibile visitare anche il monastero e la volta della chiesa.

Il complesso è riuscito a colpirmi per l’attenzione degli addetti ai lavori nel garantire a tutti i visitatori, per evitare sovraffollamenti in spazi stretti e angusti e esser di supporto per chi, come me, ha un conto in sospeso con le vertigini!

  • la Cattedrale

Visitare una città per la prima volta e non andare a curiosare nella sua cattedrale è davvero impossibile! Se poi la Cattedrale in questione è bella imponente, beh… sarebbe un peccato.

Onestamente, prima di entrare nella cattedrale (la gallery lo testimonia), sono rimasta non so quanto tempo a osservare i suoi esterni.

Non c’è che dire: semplicemente immensa!

Interni ricchi in stile normanno, cappelle che raccontano la grande fede dei palermitani verso i loro santi ma con origini remote: la sua fondazione risale al 1169-1190, a opera dell’arcivescovo Gualtiero.

Ma la storia ci racconta che la chiesa nasce come Basilica nel IV secolo; distrutta dai Vandali, viene ricostruita nel VI secolo, successivamente diventa moschea sino al 1072.

E poi… in una navata laterale è possibile visitare le tombe degli imperatori e dei reali di Sicilia.

Qui il mio amore per il Medioevo prende il sopravvento, mi immergo nella lettura, ammiro qui porfidi, quei marmi e quei mosaici che raccontano la storia di Sicilia e del Mediterraneo.

Ammetto, però, di aver avuto un pò di fortuna: ho potuto chiaccherare con una restauratrice che si sta occupando dei mosaici delle tombe. Credo di aver avuto momenti in cui l’emozione mi ha tolto la parola.

  • Museo Falcone – Borsellino

Non so spiegare cosa ho provato entrando in quella porta.

Nel 92 io avevo solo 10 anni…

ricordo i commenti della mia famiglia, ricordo quei nomi, ricordo le immagini che trasmetteva la tv.

Ero piccola, si, ma non abbastanza per capire.

Ecco perchè entrare in quel museo è stato come dover capire e respirare l’odore degli anni bui e difficili.

La guida è stata davvero fantastica e per un attimo gli occhi mi si sono riempiti di lacrime.

Parlava di mafia, parlava delle stragi, parlava di martiri, ma parlava di noi oggi, parlava dell’importanza di essere e di contrastare tutto ciò che non è morale.

Si, perchè noi, nel nostro piccolo vivere quotidiano, possiamo essere piccoli tasselli contro il clientelismo, contro l’abuso, contro chi, solo per il potere sociale acquisito, si comporta da padrone.

Vi lascio una gallery e vi invito a andare a Palermo, a visitare questo museo e sentirvi cittadini consapevoli:

il tutto accompagnato da interessanti passeggiate nei suoi indimenticabili scorci e nei mercati storici di una Palermo che rivivrei altre mille volte!

Ah, sono posti ideali dove gustarsi una cenetta a km zero con piatti e prodotti tipici!

Ma torniamo al motivo del mio working holiday: l’incontro con Miss X:

Stefania Petyx.

Si, l’inviata di Striscia la Notizia

Che dite, il motivo della mia visita a Palermo era davvero UAU?

Ho incontrato una donna col sorriso, una donna che ama la sua città e ama raccontarla a 360 gradi.

Insomma una vip lontana dagli stereotipi, il suo sorriso, quello che vediamo a tg satirico, la accompagna.

Ci accomuna una passione con due nomi: Carolina e Lola.

In realtà abbiamo un’altra passione comune: quella per la giustizia contro i malaffari.

Ho avuto l’onore di trascorrere qualche ora con lei e le sue formidabili assistenti, raccontarle il nostro viaggio a sei zampe e la nostra passione per i viaggi.

Mi sono ripromessa di tornare con Lola (ovviamente in nave) e di presentarci le “socie”.

Ancora non riesco a crederci ma guardo le foto e mi do un pizzicotto… si si, tutto vero!

Insomma, ora ho ancora più voglia di raccontare il nostro viaggio a sei zampe e, perchè no, inserire nuove zampette siciliane!

Chiudo con un grazie enorme a Cei Gonzaga e le assistenti di Stefania Petyx Maria Letizia e Rosangela.

Autore dell'articolo: damadelg