Cipria – di Umberto Maria Buffa

Tutto ha inizio da un commento, anzi no, da un incontro a Cagliari per la presentazione di uno dei miei libri preferiti (L’Ossessione dell’Angelo di Diego Brughitta) e una personale di una pittrice (l’artista  Gisella Mura)… “Piacere, Umberto Maria Buffa!” Il suo nome non mi era sconosciuto – anzi! – e neanche il suo repertorio.

Umberto Maria Buffa
Uno dei capolavori di Umbero Buffa e Luigi Serra

I social hanno fatto il resto (tecnologia portentosa!) e così eccomi qui, davanti al pc, per raccontare (che onore e che emozione!) l’opera del grande artista Buffa dedicata alla donna, la sua più grande fonte di ispirazione artistica, raccolta nella sezione “Cipria”.

“Cipria”

Una collezione di acquerelli e acrilici, dal 2011 sino a oggi, un album accattivante che racconta l’universo femminile nelle sue infinite sfaccettature, avvolto sempre da una nuvola che ne dona un non so che di mistero e di fascino.

Opere in cui l’artista descrive la bellezza della donna, matura e sensuale allo stesso tempo, con uno sguardo profondo e sicuro di se e del suo essere.

Cipria

Un mix di emozioni e sentimenti, descritti sapientemente da Buffa attraverso l’uso minimale del  colore, un gioco di luci e ombre che enfatizzano forme e stati d’animo.

Cipria

Figure, icona di bellezza e femminilità, ma una femminilità senza forzature, matura e sensuale allo stesso tempo, con uno sguardo che oso definire impegnativo. In che senso? Lo sguardo (sempre accompagnato dolcemente da una postura studiata nel dettaglio), specchio dell’anima, vuole trasmettere l’io di ogni personalità che rappresenta nelle sue opere: donne guerriere, in carriera, oltre lo stereotipo, sicure di sé e consapevoli di vivere la modernità nella sua interezza.

Cipria

E poi… poi ci sono quelle opere dove dalle spalle della donna spuntano sensuali ali. Angeli che superano l’archetipo dell’angioletto con i capelli biondi e asessuato, si trasformano in splendide fanciulle dallo sguardo rassicurante e protettivo, senza perdere il tratto caratteristico dell’artista in questa collezione.

L’Angelo femminile

Infine il nome: Cipria. Come mai questo nome? È legato al cosmetico e all’uso talvolta spasmodico che ne fa l’universo femminile? Niente di tutto questo! Avete mai odorato la cipria? Ha un profumo dolce e delicato, come quello del borotalco… che aggiungere: chapeau maestro!

Cipria

 

Autore dell'articolo: damadelg