H2O Black & Blu

“H2O Black & Blu”

Partiamo dal titolo di una splendida bipersonale per parlare di amicizia, stima e arte pura unite, in questo caso, da un elemento naturale: l’acqua!

 Sarkos e Gigi Cabidu Brau

Eccoli…
ph: Yvonne YK Daube

Rispettivamente  un pittore e scultore e un fotografo.

Legati da una profonda amicizia e da una indescrivibile stima delle rispettive opere sentono l’esigenza di incontrarsi artisticamente e creare

“H2O Black & Blu”

Locandina mostra “H2O Black & Blu”

e poi… arrivo io che ho l’onore di potermi onorare di essere la loro curatrice!

Siamo a Assemini, nell’Hinterland cagliaritano, nelle sale dell’ex Municipio, dove i due artisti hanno installato una mostra che, prendendo spunto da uno dei commenti che sono riuscita a leggere,

“SMUOVE L’ANIMA”!

Già… ma adesso l’impresa ardua è raccontare l’essenza della loro arte.

Un fotografo concettuale,
ph: Giampiero Melis

come ama definirsi Gigi, che si sente un B/N, anzi no, nel B/N trova la sua dimensione ideale perché “siamo noi a dover colorare una foto, in base alle nostre sensazioni”.

Da dietro la macchina fotografica racconta la sua visione del mondo.

Ma come raccontare l’acqua?

Ammirando le sue opere racchiude abilmente e con maestria, una varietà di significati:

vita e morte

giochi e paure

inizio e fine

donna e vita

inizio e fine di un percorso

L’acqua è la nostra essenza: il nostro corpo è materia nata dall’acqua alla quale ritorna.

Dirvi qual è la mia opera preferita…

beh, non è semplice… sono foto che mi fanno riflettere sulla nostra vita, sul valore che l’acqua ha qui, nella mia Sardegna, sulla speranza che trasmette ai migranti, ma forse, se devo individuare una foto dove sono “inciampata”, senza dubbio questa…

Ovviamente ha suscitato in me il ricordo del mio pilastro che mi accompagna nel mio “Carpe Diem” quotidiano!

E poi arriviamo a Sarkos

ph: Giampiero Melis

Un poeta che interpreta la vita attraverso la sua arte introspettiva, dirottata a conoscere l’intangibile, a scrutare nel nostro io più intimo attraverso una tavolozza brillante.

Senza dubbio, si immedesima nel blu! Un colore verso cui ci proiettiamo per la sua capacità di rasserenarci e poi…

Sinonimo di mare e cielo,

tratti imprescindibili per noi sardi.

Tele dove ci si sente protagonisti, tele che ti catturano e ti accorgi di indagare l’orizzonte per scoprire l’intima conoscenza della realtà.

E poi mare, onde, scogli e cielo infinito: simboli che evidenzia la profonda religiosità dell’artista.

Ma Sarkos ci diletta anche con le sue sculture,

passiamo dalla serenità delle sue tele a dei piccoli omini tristi.

Pesanti pastrani avvolgono l’anima dei suoi protagonisti che, sulla cima di una rupe, a un passo dal baratro, vivono nella loro indecisione dell’oblio.

SI tratta per la maggior parte, di omaggi al grande scrittore Diego Brughitta e al suo capolavoro “L’Ossessione dell’Angelo”.

Mix di ceramica e pietra granitica dove è impossibile non rimanere incantati!

Qui, una tela mi cattura… un omaggio che mi onora per la sua bellezza e per il profondo significato che la composizione trasmette:

il nero per la sua perfezione

il rosso per la passione che colora la nostra quotidianità (o almeno la mia)

la nuvola che ci proietta verso un’ascensione, verso il raggiugimento di una dimensione serena grazie al  nutrimento che proietta verso chi, come me, talvolta si trova rivestito di quel pesante pastrano!

Ma… dulcis in fundo, ecco Francesco Cadeddu con la sua scultura “Le Fasi della Vita”.

Francesco Cadeddu e la sua opera “Le fasi della vita”
ph: Giampiero Melis

Una composizione di olivastro e ossidiana (la materia simbolo della sua Villanovaforru) per raccontare la vita dell’uomo dall’infanzia alla morte sino a una infinita rinascita del ciclo della vita.

Opere uniche e emozionanti che… si, mi sento di citare nuovamente un visitatore: SMUOVONO L’ANIMA!

Io… beh non so da dove iniziare per ringraziare tutti!

 

Autore dell'articolo: damadelg