Norbello e i Norbellesi

A Norbello, si è parlato della storia della nostra comunità.

Ho deciso di raccontarvi la mia esperienza in queste due serate promosse dall’Amministrazione Comunale.

Perché questo articolo?

Perché raccontare quel che mi hanno trasmesso, è davvero un qualcosa di indescrivibile.

Quando l’Amministrazione Comunale ha chiesto la mia professionalità per coordinare e organizzare due manifestazioni che valorizzassero la loro identità, a parte l’ansia,

mi sono sentita onorata!

Perché?

Semplice, fondamentalmente, credo di essere affetta dalla sindrome della “norbellitudine”.

Poter promuovere le mie radici, i miei concittadini e la nostra identità, è qualcosa che… va di pancia!

Così ecco che, grazie al mio paese, nascono due serate per me fantastiche.

Una dedicata alla nostra memoria storica e l’altra al nostro patrimonio poetico e canoro.

I meriti della buona riuscita…

sono di Norbello ovviamente!

Il Sindaco apre la serata dedicata alla nostra memoria storica e alla pubblicazione “Radici”

È stato wow incontrare e invitare i nostri anziani (vabbè, non erano tutti anziani… ma sicuramente tutti più con molta molta più esperienza di me!), i protagonisti della pubblicazione Radici ma, soprattutto,

i protagonisti della nostra storia.

Vederli in via Tuveri, raccontarci, attraverso i loro aneddoti, la nostra storia, è stato un momento di riflessione sul “come eravamo”:

una comunità che non ha mai lasciato correre il tempo, uomini e donne che non si sono fermati ma hanno corso con gli eventi per non farsi travolgere.

Un salto di 50, 60, 70 anni in una Norbello agro pastorale, caratterizzata da grandi lavoratori e lavoratrici…

E poi… perché non parlare dell’estro poetico dei nostri norbellesi?

Grazie a un’idea della Consulta Anziani, ho iniziato a raccogliere e digitalizzare versi e strofe.

A oggi, sono già una miriade e… credo saranno ancora innumerevoli quelli che continueranno a arrivare. Scoprire il ricco patrimonio poetico presenta uno spaccato davvero sconosciuto – almeno per me!

Ma quando scrivevano?

Uh… ogni occasione era buona:

potevano essere i testi delle cartoline, testi di lettere in rima, rime tra una partita e l’altra di scopone, laudes cristiane e pagane, dediche ai familiari, a amici, a conoscenti, poesie in onore di defunti, in onore dei nostri monumenti, del nostro borgo…

insomma, non mi viene proprio in mente un argomento che non veniva messo in strofa.

Ah… persino versi anonimi durante le campagne elettorali e, addirittura un testo, un tantino ironico per la verità, sulla modifica del nome “Da Norghiddo a Norbello”.

Insomma…

vi ho parlato di norbellitudine, un po’ per scherzo, un po’ perché mi sento profondamente innamorata di questo grazioso paesino del Guilcier.

Perché?

Come perché… un centro storico bellissimo, un territorio ricco di tanti attrattori e… una tradizione e una identità senza paragoni.

Beh,

che ne dite di farvi avvolgere dalla norbellitudine?

Autore dell'articolo: damadelg