Roberto Ziranu e l’ anima del ferro

Se googli un po’, ma neanche troppo, e cerchi “Roberto Ziranu” la rete ti propone una serie di articoli e di immagini dei suoi capolavori:

opere dove riesci a vedere l’essenza e l’ anima del ferro.

Perché l’artigiano, artista, scultore, ideatore e creatore, figlio di cinque generazioni di fabbri, ha deciso di studiare la materia e ricercarne l’anima per raccontarla e farla risplendere.

Per questo amo affermare che, nelle sue opere, è riuscito a donarci l’ anima del ferro, una materia dalle sembianze fredde ma che racchiude in sé tante emozioni.

In questo articolo troverai tre tipologie delle sue opere che rientrano all’interno della vasta produzione artistica di Roberto Ziranu.

E inizio il mio racconto partendo da una delle primissime opere che ho avuto l’onore di ammirare dal vivo:

il corpetto

Il corpetto vincitore della Biennale di Roma

Questo corpetto ha partecipato alla biennale di Roma nel 2017 e come giurata, quando me lo sono ritrovata davanti, mi è esploso il cuore di gioia:

Per raccontarlo e descriverlo non posso non fare riferimento all’abito tradizionale della Sardegna (ma non solo, perché era un elemento comune nel vestire femminile anche al di fuori dell’Isola.

Spesso realizzato con stoffe pregiate, talvolta provenienti da terre lontane, viene (e veniva) indossato con una cura quasi maniacale.

Stretto in vita, aveva l’obiettivo di enfatizzare il seno (sostituiva egregiamente gli attuali intimi) e i fianchi.

Quel seno e quei fianchi che, nella cultura ancestrale del Mediterraneo, sono sinonimo di vita.

E questi corpetti realizzati e modellati da Roberto Ziranu, sono un’ode alla donna e alla sua femminilità

Ma quando li guardo, mi viene alla mente una frase

“il corpetto, figlia mia, deve stare ben stretto”.

Fu mia nonna a insegnarmi a indossarlo e ricordo quella mattina di luglio di tanti anni fa me lo strinse alla vita e io, a parte il fastidio di essere un tantino costipata, non coglievo il grande insegnamento.

Ora, a distanza di anni, riesco a cogliere l’importanza di quella frase e il mondo che racchiude…

Ma tornando al corpetto di Roberto Ziranu…

È un vero capolavoro

Racconta il mondo delle donne, quello delle nostre madri e delle nostre nonne…

insomma un simbolo della cultura mediterranea

e lo racconta esaltando l’anima del ferro

Possono essere l’emblema della donna che sfida il mondo tenace come il ferro, donne che amano e che lottano, donne sarde tenaci e fragili, semplicemente noi!

Un’altra tipologia che ha caratterizzato la produzione dell’artista negli ultimi anni è rappresentata dalle vele.

Lola e Ziranu al Lazzaretto di Cagliari, in posa con la Vela dedicata a Andrea Mura

Sono numerose, infatti, le opere che l’artista dedica alle vele:

alcune ricordano i colori del mare, altre del cielo, altre ancora del Sole, ma tutte sono scolpite e modellate nell’attimo in cui solcano il mare

e metaforicamente rappresentano il viaggio chiamato vita di ognuno di noi.

Talvolta un viaggio in solitaria, altre volte vele che si incontrano e guardano insieme un orizzonte comune.

Tra le numerose vele sparse per il mondo ce n’è una, in particolare, che puoi ammirare proprio al porto di Cagliari:

è l’opera dedicata al velista Andrea Mura.

Maestosa, si!

Ma lì sistemata sul porto del capoluogo, sembra di buon auspicio per tutti coloro che per diletto o per lavoro si affidano alle acque del Mar Mediterraneo.

Accoglie chiunque approda nelle nostre coste e saluta chi, per diletto, per lavoro o per necessità, prende il largo e si crea una nuova vita.

I messaggi e le emozioni che racchiudono queste opere sono accompagnati da una tecnica perfetta:

il ferro sembra perdere quella sua freddezza e assorbe i colori del Mediterraneo, le vele sono modellate come sospinte dal maestrale, i segni della lavorazione sono regolari e decorano le vele donando loro vita e anima.

Terminiamo la nostra critica con le ultime nate:

le farfalle.

Io e una delle meravigliose farfalle, leggiadre e delicate, che ci donano l’essenza dell’ anima del ferro

L’affermazione che mi capita di sentire più spesso è “ma sono in ferro anche loro?”.

Perché, diciamocelo, suona strano pensare alla leggiadria e alla delicatezza delle farfalle e associarle a una lastra di ferro.

Ma osservandole attentamente, mentre sembrano poggiarsi sullo stelo, vibrano nell’aria, ne catturano i colori e rendono eterno l’effimero.

La tecnica, raffinata e ormai propria dell’artista, permette all’osservatore di soffermarsi sui dettagli e sulla perfezione artistica.

La scelta di Roberto Ziranu, nasce dalla sua volontà di voler donare alle farfalle una vita eterna e, nel contempo, enfatizzare la loro bellezza, la loro libertà di volare, il loro vivere appieno ogni attimo come se fosse l’ultimo.

Eccoci giunti al termine di questo piccolo riassunto della produzione artistica di questo grande creatore…

Grazie per essere giunt* sino alla fine ma,

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Autore dell'articolo: damadelg