Un occhio orientale: il fumettista Luigi Porceddu

Che vuol dire “Un fumettista con un occhio orientale”?

Mi spiego meglio: Luigi Porceddu ha un non so che di manga.

Come???

leggi di seguito e capirai.

Premetto:

Grazie alla possibilità di lavorare nel Museo dell’Immagine e del Design Interattivo a Norbello, si è aperto un mondo che, siamo sinceri, l’Università non ha mai inserito nei suoi programmi:

Il Fumetto!

Passione, studio e questa laurea che ho tanto voluto hanno fatto il resto!

Così, il caso o il destino o semplicemente il fantastico mondo dell’arte, mi ha permesso di conoscere numerosi artisti come Luigi Porceddu!

Ma partiamo da una definizione…

cos’è il fumetto?

Per me definire l’arte del Fumetto è come voler racchiudere in un unico termine l’arte della scrittura, della comunicazione, del disegno e della grafica.

Detto questo, mentre osservavo le tavole di Luigi Porceddu, potevo allietarmi, con un solo sguardo, di questa arte ancora poco valorizzata.

Il matrimonio artistico che scaturisce nei suoi fumetti, è intriso della conoscenza della Sardegna, della storia e di un’Isola che si affaccia al panorama mondiale.

Dai suoi lavori, si denota una conoscenza approfondita delle dinamiche che influenzano l’attualità sarda.

Tra storia, politica e satira, nascono tavole interessanti, in monocromo  – con studi di colore che acquistano un valore intriseco nella resa del messaggio che vuole comunicare;

una produzione che si concentra sulle tematiche internazionali, influenzate dai suoi studi e dalla sua attività, e da un occhio sempre attento che scruta e si documenta su tutto ciò che avviene al di là del mare.

Accanto a questa produzione, l’artista si dedica alla cultura sarda creando storie fumettate che raccontano e descrivono tratti della nostra affascinante storia.

Un’ampia produzione che scava e ricerca nel passato, tra le nostre leggende, –personaggi mitici o realmente esistiti, ambientati nell’inconfondibile panorama sardo ma

con un occhio orientale!

Prima di spiegarti questa affermazione che mi porto dietro dall’inizio dell’articolo, guarda questa immagine tratta da “Su ‘oe cun sos corros de atalzu”

Ecco un esempio dove si intravede l'”occhio orientale” di questo artista

La sua attenzione al dettaglio, si denota nella resa di siti nuragici, nello studio del disegno di  simboli arcaici che hanno inevitabilmente segnato la nostra storia e la nostra cultura.

Se da un lato i suoi lavori decidono di essere indipendenti da qualsiasi influsso esterno e, in particolare, dai grandi nomi dello scenario comic,

guarda, per esempio, l’assenza di un layout definito e statico, scene ampie e lontane dalle misure standard che si alternano a altre più dimensionate

dall’altra il suo tratto pulito e studiato, sembra dare uno sguardo ai manga

ed ecco perché con “un occhio orientale”

che, senza ombra di dubbio ha inevitabilmente segnato e “fatto scuola” per quel che riguarda la grafica e i layout.

E così, ecco qualche suo lavoro:

Che ne dite?

Autore dell'articolo: damadelg